Eurovision
Eurovision, il logo del contest canoro (2022)

Cambia il regolamento dell’Eurovision Song Contest dopo il caso Israele

Il direttore del festival musicale più seguito d'Europa ha annunciato delle importanti novità per la prossima edizione del 2026.

Non si fermano, anche a mesi di distanza, le proteste per quanto accaduto nella scorsa edizione dell’Eurovision Song Contest. La 69esima edizione, ospitata a Basilea e vinta dall’austriaco JJ, è stata teatro di numerose polemiche a seguito della partecipazione di Israele come concorrente.

Il secondo posto di Israele e le critiche di JJ

Dietro al vincitore JJ si era classificata l’israeliana Yuval Raphael, sopravvissuta alla strage del Supernova Festival del 7 ottobre 2023. L’enorme quantità di voti ricevuti dalla cantante aveva superato di gran lunga le attese e lasciato dietro di sé molti commenti, perplessità e polemiche che hanno attraversato tutto il continente.
Il risultato non era molto piaciuto nemmeno al vincitore austriaco, che al quotidiano El Pais aveva commentato così:

Vorrei che il prossimo Eurovision si svolgesse senza Israele. Fosse per me non parteciperebbe: trovo ingiusto che abbiamo escluso la Russia, ma mantenuto Israele. Ma ora la decisione spetta all’EBU.

Le nuove regole per il 2026

Ed infatti il direttore artistico Martin Green ha annunciato di aver cambiato un po’ di norme per la prossima edizione, con finale il 16 maggio a Vienna.
Le modifiche più significative riguarderanno il sistema di voto: si passerà da 20 a 10 voti possibili per metodo di pagamento, con l’obiettivo di rendere la partecipazione del pubblico “più equilibrata”, come affermato dallo stesso Green in una lettera aperta alla comunità dei fan:

Applicheremo le nostre regole in modo più coerente per evitare che il concorso venga utilizzato come piattaforma politica

Giurie rinnovate, maggior controllo sul voto

Oltre a incoraggiare la distribuzione dei voti su più artisti, l’EBU ha comunicato anche le novità sulle giurie: per la prima volta dal 2022 torneranno nelle semifinali, favorendo un bilanciamento 50/50 con i voti del pubblico. Le giurie saranno composte da 7 membri anziché 5 e includeranno giornalisti musicali, insegnanti, specialisti di coreografie e giovani tra i 18 e i 25 anni.
Una decisione che nasce dall’idea di ristabilire trasparenza e bilanciamento tra voto popolare e quello delle giurie, soprattutto dopo le minacce di alcuni Paesi di non partecipare alla prossima edizione.

Verranno introdotti anche dei limiti geografici, in modo da prevenire concentrazioni di voto da singole aree geografiche, e una maggiore trasparenza nelle fasi di raccolta dei voti, con report pubblici e verifiche esterne sul processo di conteggio.

Stop alle campagne promozionali “eccessive”

Infine, l’EBU ha deciso di scoraggiare le campagne promozionali spropositate, soprattutto se intraprese da terze parti, compresi governi e agenzie governative. Proprio nell’edizione dello scorso maggio, infatti, Tel Aviv aveva condotto una massiccia campagna di sponsorizzazioni (in particolare su Google e YouTube) finanziata dall’agenzia dello stesso governo per spingere il pubblico a votare Yuval.

Non sono mancate le reazioni da parte di molte delegazioni, alcune delle quali hanno espresso più di qualche critica: tali restrizioni, dicono, scoraggerebbero il coinvolgimento del pubblico e questo comporterebbe ripercussioni su ascolti, investimenti e programmazione.

Una questione ancora aperta..

La prossima edizione dell’ESC – che sarà la numero 70 – si terrà per la terza volta a Vienna presso la Wiener Stadthalle dal 12 al 16 maggio 2026. Insomma, un banco di prova importante per il nuovo sistema.

Resta tuttavia aperta la questione più delicata di una eventuale esclusione di Israele dalla gara, per via della situazione su Gaza.
La richiesta, avanzata da alcuni attivisti Pro-Pal, è stata rilanciata anche da artisti che hanno già firmato una petizione al riguardo. Se ne parlerà a dicembre in sede di assemblea generale dell’EBU.

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