JJ all'Eurovision 2025
JJ all'Eurovision 2025

JJ: “Vorrei un Eurovision 2026 senza Israele”. Polemiche e richieste di riforma dopo il secondo posto di Tel Aviv

Il secondo posto ottenuto da Yuval Raphael divide pubblico e giurie: proteste, tensioni politiche e dubbi sulla trasparenza del voto popolare

Il secondo posto ottenuto da Israele all’Eurovision Song Contest 2025, grazie al televoto, ha scatenato un’ondata di polemiche e richieste di revisione del sistema di votazione. Yuval Raphael, rappresentante israeliana con la canzone New Day Will Rise, ha ricevuto il massimo dei voti dal pubblico, ma un punteggio modesto dalla giuria, posizionandosi inizialmente al 15º posto. Il televoto l’ha poi catapultata al secondo posto finale, dietro al vincitore austriaco JJ.

Proteste e richieste di esclusione

La partecipazione di Israele ha suscitato proteste sia dentro che fuori l’arena di Basilea. Durante la finale, tre attivisti britannici hanno tentato di interrompere l’esibizione di Yuval Raphael, gridando slogan pro-Palestina e lanciando vernice verso il pubblico. Sono stati prontamente fermati dalla sicurezza e arrestati dalla polizia svizzera.

All’esterno, migliaia di manifestanti hanno protestato contro la presenza di Israele nel concorso, accusando il paese di crimini di guerra a Gaza e chiedendone l’esclusione, analogamente a quanto avvenuto con la Russia nel 2022. Più di 70 artisti, tra cui ex partecipanti all’Eurovision, hanno firmato una petizione in tal senso.

Polemiche sul televoto

Israele ha ricevuto un ampio sostegno dal pubblico, ottenendo punti da 34 su 38 paesi nel televoto. Tuttavia, questo risultato ha sollevato dubbi sulla trasparenza del sistema di votazione. Alcuni paesi, tra cui Finlandia, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Islanda, hanno chiesto una revisione del sistema, sostenendo che campagne di voto organizzate abbiano potuto influenzare indebitamente i risultati.

Martin Green, direttore dell’Eurovision, ha difeso l’integrità del televoto, sottolineando che il sistema è sottoposto a controlli rigorosi e che le campagne promozionali rientrano nelle regole attuali. Tuttavia, ha annunciato che l’EBU esaminerà il sistema di votazione, inclusa la possibilità di limitare il numero di voti per persona e di regolamentare le campagne pubblicitarie.

Reazioni politiche

Il vincitore dell’Eurovision 2025, l’austriaco JJ, ha espresso la sua delusione per la partecipazione di Israele e ha chiesto la sua esclusione dall’edizione 2026, citando il conflitto in corso a Gaza. Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha sostenuto l’esclusione di Israele da eventi culturali internazionali.

Risposta israeliana

Israele ha difeso la sua partecipazione al concorso, sottolineando che la musica dovrebbe unire e non dividere. Il ministro degli Esteri israeliano ha dichiarato che la presenza di Israele all’Eurovision rappresenta una forma di resistenza contro l’odio e l’antisemitismo.

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