Bugonia e Jay Kelly. Baumbach e Lanthimos a Venezia 82 con due film più pop

Secondo giorno alla Mostra per due habituè alle prese con nuove traiettorie

Dopo un’apertura all’insegna del cinema italiano, l’82esima Mostra del Cinema di Venezia ha accolto le prime star internazionali con l’arrivo sul red carpet di George Clooney ed Emma Stone.

Il secondo giorno al Lido è stato infatti dominato da due habitué della kermesse come Noah Baumbach e Yorgos Lanthimos, rispettivamente in concorso con Jay Kelly e Bugonia. Due titoli che, pur diversi per ispirazione, condividono un approccio più “commerciale” rispetto alle loro ultime prove, segnando una fase particolare nei percorsi dei due registi.

Clooney e Sandler in “Jay Kelly”
Clooney e Sandler in “Jay Kelly”

Noah Baumbach e il bisogno di riscatto

L’ultima volta di Baumbach a Venezia risale all’apertura del 2022 con Rumore Bianco, adattamento dell’omonimo romanzo di Don DeLillo e progetto più ambizioso (e costoso) della sua carriera. Un titolo accolto freddamente, lontano dalla consacrazione sfiorata con Storia da un matrimonio, che aveva portato l’Oscar a Laura Dern.

Con Jay Kelly, il cineasta newyorchese punta dunque a ritrovare il proprio pubblico. Protagonista è George Clooney nei panni di una star disillusa che vola in Italia per ritirare un premio, accompagnato dall’agente e amico di sempre. Una trama che richiama da lontano Il posto delle fragole di Bergman, ma sviluppata con toni leggeri e venati di malinconia: il ritorno a quell’intellettualismo scanzonato tipico del regista, lontano da rischiosi azzardi produttivi.

Una poco inquietante Emma Stone in “Bugonia”

Bugonia è un Lanthimos da botteghino?

Per Yorgos Lanthimos il discorso è opposto. Dopo il trionfo con Povere Creature! lo scorso anno a Venezia, che gli ha garantito un margine di libertà assoluta, il regista greco ha realizzato l’esperimento corale Kinds of Kindness – accolto tiepidamente e già pensato come titolo di passaggio.

Con Bugonia sceglie invece una via più accessibile: remake pop del cult sudcoreano Save the Green Planet! di Jang Jun-hwan, prodotto da Ari Aster e interpretato da Emma Stone e Jesse Plemons. La vicenda ruota attorno a due complottisti falliti che rapiscono una CEO, convinti che sia un’aliena decisa a distruggere la Terra. La critica ha parlato di un film compatto, cinico e ironico: un Lanthimos “anglosassone” che, al netto delle sue consuete derive surreali, sembra puntare a conquistare anche il botteghino.

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