Bruce Springsteen e Donald Trump
Sinistra: Bruce Bruce Springsteen. Destra Donald Trump, still da YouTube

Bruce Springsteen vs Trump: “Born in the USA” al centro del dibattito sullo ius soli

Il brano del 1984 è stato concesso all'ACLU per uno spot in vista della decisione della Corte Suprema sul caso Trump v. Barbara

Ancora una volta Bruce Springsteen prende una posizione netta contro Donald Trump nella battaglia legale sullo ius soli negli Stati Uniti. Il musicista, insieme alla Sony, ha concesso l’utilizzo del classic Born in the U.S.A. all’American Civil Liberties Union (ACLU) per uno spot a sostegno del XIV emendamento della Costituzione.

Il prossimo 1 aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti dovrà esaminare il caso Trump v. Barbara, che è incentrato proprio sul tema della cittadinanza per nascita. Il decreto al centro della controversia sarebbe quello firmato dallo stesso Trump il 20 gennaio del 2025, che mira a limitare lo ius soli negando la cittadinanza a chiunque nasca negli Stati Uniti da genitori privi di residenza permanente o di status legale. Il provvedimento è stato finora bloccato da diversi tribunali distrettuali, in attesa della decisione definitiva della Corte Suprema.

Il brano a difesa dello ius soli

L’ACLU in questo contesto ha realizzato uno spot di pochi secondi a sostegno della campagna che difende la cittadinanza per nascita, considerata da molti un pilastro dell’identità americana, utilizzando il brano del 1984. Il direttore esecutivo dell’ACLU, Anthony D.Romero ha dichiarato:

È la canzone perfetta per raccontare cosa c’è in gioco, con una melodia patriottica e una storia dura. Il pericolo e la promessa di questo momento storico sono incarnati nel brano. Springsteen l’ha scritta per risvegliare le coscienze ed è quello che vogliamo fare oggi, per difendere i cittadini americani

Nel video, Born in the USA accompagna le immagini di vita quotidiana dei cittadini americani di diversa provenienza, sottolineando l’impatto concreto che la sentenza potrebbe avere su milioni di persone e ribadendo quanto la cittadinanza per nascita sia fondamentale per la società e la storia degli Stati Uniti.

Questa presa di posizione si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni politiche: nei mesi scorsi la Casa Bianca aveva risposto duramente all’annuncio del tour politico di Springsteen, attaccando apertamente il musicista e accusandolo di voler portare avanti una narrazione anti-Trump.

Oltre al tour, Springsteen ha recentemente concluso la promozione del biopic Liberami dal nulla e ha anche pubblicato Streets of Minneapolis, il brano nato dalle uccisioni di Alex Pretti e Renee Good durante operazioni dell’ICE, a cui il Boss aveva reagito con un forte messaggio politico.

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