Terminata la promozione del biopic Liberami dal nulla, Bruce Springsteen è tornato sabato scorso sul palco con la E Street Band al Light of Day, evento benefico a favore dei malati di Parkinson. La performance si è tenuta al Count Basie Theater di Red Bank, New Jersey, lo stesso teatro dove l’anno scorso il musicista aveva registrato la versione dal vivo di Nebraska.
Durante il set con Joe Grushecky and The Houserockers, Springsteen ha introdotto The Promised Land, definendola «probabilmente una delle migliori canzoni che abbia mai scritto». «L’ho scritta come un’ode al senso di possibilità americano, per il Paese meraviglioso ma imperfetto che siamo e per quello che potremmo diventare – riporta Consequence –. Viviamo tempi incredibilmente critici: gli Stati Uniti e i valori che hanno incarnato per 250 anni sono messi alla prova come mai prima d’ora».
Il musicista ha poi lanciato un chiaro messaggio politico dal palco: «Se credete nella democrazia e nella libertà… se vi opponete a truppe federali armate che invadono le città usando tattiche degne della Gestapo… allora dovete mandare un messaggio a questo presidente». Richiamando le parole del sindaco di Minneapolis, ha aggiunto che «l’ICE deve levare le tende da Minneapolis». «Questa canzone è per voi e per la memoria di Renee Good, madre di tre figli e cittadina americana», ha detto, rendendo omaggio alla donna uccisa da un agente dell’ICE durante le recenti operazioni nella città.
Springsteen ha eseguito circa quindici pezzi, anche con Willie Nile e Gary U.S. Bonds («Ha 86 anni, dieci più di me!»). Prima di interpretare Savin’ Up e parlare del valore dell’amore rispetto alla ricchezza, ha ironizzato sui suoi presunti guadagni miliardari: «Hanno detto che io ho un miliardo di dollari, ma non ce l’ho. Magari ce l’avessi. E quello che non capiscono è che ho dei soci: qualcuno ha mai sentito parlare della E Street Band? Io ho dei soci, cazzo. Non ho un miliardo di dollari!»