Eno, il film che ripercorre la parabola artistica di Brian Eno, è stato completato con un anno di ritardo rispetto ai piani iniziali. Uscirà quest’anno in un formato particolare preceduto dalla sua colonna sonora. Assieme ai dettagli su quest’ultima apprendiamo che il girato sarà di tipo generativo proprio come parte della musica composta dall’artista in questi anni.
Gran parte della carriera di Brian è stata incentrata sullo sviluppo della creatività in se stesso e negli altri, attraverso il suo ruolo di produttore ma anche attraverso le sue collaborazioni a progetti come le carte Oblique Strategies o l’app musicale Bloom. Penso a Eno come a un film d’arte sulla creatività, con la produzione di 50 anni di carriera di Brian come materia prima. Quello che cerco di fare è creare un’esperienza cinematografica che sia innovativa come l’approccio di Brian alla musica e all’arte
Gary Hustwit
Il registra della pellicola Gary Hustwit e il tecnologo creativo Brendan Dawes hanno sviluppato un software generativo su misura per mettere in sequenza le scene e creare “transizioni” a partire dalle interviste originali di Hustwit a Eno all’enorme archivio dell’artista tra materiale inedito sia audio che video. Ogni proiezione sarà dunque unica, con l’ordine delle scene e della musica a variare ad ogni visione.
Il regista di Helvetica e Brian Eno avevano già collaborato nel 2017 per Rams (un documentario sull’omonimo designer tedesco Dieter Rams). E non è la prima volta che il cineasta si occupa di pellicole a sfondo musicale: in precedenza aveva girato Mavis! e I Am Trying to Break Your Heart: A Film About Wilco.
Penso al documentario come un art film sulla sua creatività, con i suoi 50 anni di carriera come materiale grezzo sul quale lavorare
Gary Hustwit

La colonna sonora
Ad accompagnare l’innovativo documentario un’omonima colonna sonora (pre-order) composta da 17 brani (estratti da 14 album) di cui 3 inediti che ripercorrerà l’intera parabola artistica di Brian Eno, da Taking Tiger Mountain (By Strategy) del 1974 a Another Green World del 1975, alle collaborazioni con David Byrne, John Cale, Cluster e, più recentemente, Fred Again.. fino all’ultimo lavoro finora prodotto FOREVERANDEVERNOMORE.
Primo degli inediti condiviso per lo streaming è Lighthouse #429, il primo brano pubblicato dalla quasi omonima stazione radio Sonos (The Lighthouse), un broadcast interamente dedicato al suo vasto archivio.
Su SA trovate numerose recensioni della discografia di Eno ma anche un approfondito monografico scritto da Alessandro Pogliani.