Film
Craig Mazin
The Last of Us – Stagione 2
-
Elisa Torsiello
- 14 Aprile 2025
Il fucile è ben puntato. Nessun ostacolo dinnanzi a lui. Il colpo è in canna, pronto a insidiarsi tra i lembi di un bersaglio immobile, incolume, disponibile a cadere sotto il peso di una pallottola invisibile che gli lacererà nuovamente l’anima. Nell’universo di The Last of Us 2 sono ancora una volta Joel (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey) a imbracciare le armi per colpire tanto gli infetti, quanto un pubblico affamato di immergersi nuovamente in un universo di stampo videoludico, ora tradotto con fare tanto fedele, quanto magistralmente immersivo.
“Lo giuro“: due parole, una sola promessa. Ed è proprio da questa dichiarazione che si rianima la nuova stagione firmata e diretta da Craig Mazin. Un’affermazione che Joel rivolge tanto a Ellie quanto – indirettamente – ai propri spettatori, quasi a rincuorarli circa la potenzialità di un viaggio altrettanto adrenalinico, angosciante e unico quanto quello precedente. E in effetti, ciò che si evince da questa prima puntata di The Last of Us 2 è una promessa colma di prospettiva e possibilità in vista di un continuo di stagione dove ogni passo compiuto, ogni sguardo incrociato, ogni spazio attraversato e ammantato di ombre nefaste, sia un tassello imprescindibile a un puzzle vivo di angoscia.

Un patchwork di anime sospinte dall’istinto di sopravvivenza: ecco come si presenta The Last of Us 2. Un cammino colmo di silenzi tagliato dal filo della recriminazione, del rimpianto e della sete di vendetta. Dipinta da tonalità adesso desaturate, adesso calde e confortevoli, la tela messa a disposizione alla fantasia di Mazin, sfrutta appieno i contorni lasciati dal suo campionario videoludico. Certo, tutto in questa prima puntata sembra muoversi a rilento e camminare in punta di piedi, ma non è altro che la descrizione di un abbaglio, la prerogativa di un attimo di studio prima dell’imminente agguato.
Dal canto loro, Pedro Pascal e Bella Ramsey raccolgono sui propri volti la mappatura di infinite emozioni, rilasciando con fare selettivo e centellinato, sprazzi di un attimo di gioia, o di cocente delusione. L’intromissione di nuovi personaggi non è altro che il rafforzamento di un senso labile di coesione e solidarietà pronta a disgregarsi al ritmo di improvvise fughe, mentre la morte avanza, gli infetti ritornano e i fucili sono ben puntati per colpire indistintamente nemici e spettatori, innocenti e colpevoli.
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