Album

Uni Boys

27 Marzo 2026 pop rocknroll wave

Nel solco della nuova ondata power pop di Sharp Pins, Mod Lang e Josephine Network, relegare gli Uni Boys alla categoria “Lemon Twigs friends & family”, come già Danny Ayala e Tchotchke prima di loro (rispettivamente amico d’infanzia/bassista e fidanzate dei fratelli D’Addario), sarebbe forse un po’ ingiusto, per quanto lapalissiano. E però, prima di sedersi dietro i tamburi nella loro formazione live (ruolo ormai coperto in pianta stabile, di recente anche in studio), il riccio spilungone Reza Matin aveva avviato il proprio apprendistato tra le fila di questo quartetto dove indossa la veste di cantante, chitarrista e autore (onere diviso con l’amico Noah Nash).

Anche se gli stessi Michael e Brian compaiono qua e là (i cori di Maybe I’m Wrong, che pure rimanda a certi loro barocchismi primigeni) e alla produzione troviamo il loro sodale Paul D. Millar, in questo quarto dischetto omonimo viene tracciata senz’altro una via personale, spingendo sull’acceleratore (il merseybeat a rotta di collo di You’ll Curse His Name Again e Want You Back, memore di certi Nerves), dispensando hook a profusione con il giusto attacco (la velocità Jam di Victim Of Myself e Look On The Bright Side), varietà stilistica  (No Need To Serve A Purpose e Abra si giocano la carta della ballad) e un piacevolissimo aroma new wave (il Costello di I Don’t Wanna Dream Anymore e Without A Broken Heart); in Sin Your Life Away forse siamo più dalle parti dei T. Rex a braccetto con gli Zombies, ma ci siamo capiti.

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Discografia
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  • 1 Victim Of Myself
  • 2 I Don't Wanna Dream Anymore
  • 3 You'll Curse His Name Again
  • 4 Abra
  • 5 Maybe I'm Wrong
  • 6 Want You Back
  • 7 You're So (Phisticated)
  • 8 Look On The Bright Side
  • 9 Genevieve
  • 10 Sin Your Life Away
  • 11 No Need To Serve A Purpose
  • 12 Without A Broken Heart
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