Album
Ciao America
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Fabrizio Testa
- 30 Gennaio 2024
Dargen D’Amico gioca d’anticipo. Esce il 2 febbraio Ciao America, undicesimo album del rapper milanese in arrivo a pochi giorni della Settantaquattresima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 6 al 10 febbraio, dove sarà in gara con Onda alta.
La nuova fatica di Dargen arriva a due anni di distanza dal convincente Nei sogni nessuno è monogamo (certificato oro), progetto profondamente legato alla sua prima esperienza festivaliera, contrassegnata dal successo di Dove Si Balla (sei volte platino). L’album, citando le note stampa, dovrebbe offrire uno “spaccato di questi giorni, una fotografia del mondo attuale, fatto di poche certezze, molti dubbi e contraddizioni dolorose” con la promessa di trovare eterogeneità all’interno di generi differenti.
Il tutto, ovviamente, attraverso il classico filtro del rapper, capace di passare in rassegna argomenti (anche) scottanti utilizzando le sue armi migliori: leggerezza, ironia e profonda riflessione. Attenzione però al titolo che, conoscendo il personaggio, può offrire diverse chiavi di lettura.
L’America rappresenta il gancio perfetto per il pezzo sanremese Onda alta che, come già trapelato, affronterà un tema delicato come quello dell’immigrazione. Non a caso l’artista per la serata dei duetti verrà accompagnato dalla Babel Orchestra, composta da musicisti provenienti da ogni parte del mondo. La canzone scelta è The Crisis di Ennio Morricone, tappeto musicale che arricchirà le rime di Modigliani, uno dei pezzi più emotivi della discografia del nostro (leggenda narra sia stata scartata da Carlo Conti per il Sanremo del 2015).
In prima battuta il titolo lasciava immaginare un progetto composto anche da testi più inclini all’attualità politica (soprattutto osservando alcune condivisioni social dell’artista, molto vicino a temi sensibili come la questione palestinese), in realtà poi non rilevati nelle dodici tracce. Non ci sono attacchi frontali (citofonare Il Presidente, dirompente critica alla politica estera statunitense contenuta in Vivere aiuta a non morire), né tanto meno particolari riferimenti al mondo istituzionale (se non qualche rara eccezione). Ciò che risalta di più invece più è il senso di società, nell’accezione di collettività.
L’inizio, dove al 99% sarà collocato anche il brano sanremese, lascia presagire una caduta totale nel mainstream (come dimostrano Metà di qualcosa con Rkomi e Vincenzo Fasano e le romanticherie di Complicarti la vita con Beatrice Quinta e Guè). Poi però, seppur tra episodi stranianti (la cassa dritta techno rave di Energia Electronica e il mood del Relax di calcuttiana memoria spalmato in 6 di sera), emerge pian piano il solito Dargen riflessivo che raddrizza il tiro sciorinando il suo inimitabile flusso di coscienza (La chiave, Goccia, ½ Kilo) non risparmiando intimismi toccanti (Patto di fango).
Come spesso capita quando si parla di JD, le produzioni sono perlopiù di maniera, create appositamente per far risaltare le parole di un artista che sembra ripetere il canovaccio del primo Sanremo, creando un altro compromesso tra aficionado e potenziali nuovi ascoltatori, gestendo a modo suo la propria presenza nel sistema.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Metà di qualcosa (feat Rkomi e Vincenzo Fasano)
- 2 Complicarti la vita (feat Beatrice Quinta e Guè)
- 3 Pelle d'oca
- 4 Energia electronica
- 5 6 di sera
- 6 La chiave
- 7 La goccia
- 8 Check-in
- 9 1000 persone
- 10 Patto di fango
- 11 ½ Kilo
- 12 Vita X Sempre
