Album
Role Model Hermit
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Riccardo Zagaglia
- 5 Luglio 2026
Album d’esordio particolarmente intrigante quello dei mary in the junkyard, terzetto inglese composto da Clari Freeman-Taylor, Saya Barbaglia e David Addison.
Si intitola Role Model Hermit e si muove – già con una discreta maturità – in equilibrio tra folk e art rock, senza risultare né troppo adagiato sugli stereotipi dell’indie confessionale anni Dieci né troppo ecclettico da risultare ostico e pretenzioso. Sono undici tracce in cui vince una vena creativa che spesso lascia modo ai singoli strumenti di ritagliarsi piccoli momenti da attori principali, senza snaturare la forma canzone. Il singolo New Muscles rimane l’episodio migliore con un riuscito groove basso, strofe wave-funky (vaghi echi Friends per chi se li ricorda) e il violino a sostituire le chitarre. Passaggi intimi (Mouse) che sfociano nel folk più minimale (Candelabra) si alternano ad aperture più cerebrali (i Radiohead che incontrano Jenny Hval di Crash Landing) e ad una coralità di stampo post-rock (Welcome Break)
Questo e l’imminente esordio lungo dei Man/Woman/Chainsaw (espandendo i confini anche dei Westside Cowboy) ci dimostrano che la scena Windmill, pur non essendo rivoluzionaria come sul finire degli anni Dieci, è ancora viva.
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