Uma Thurman
Uma Thurman in Pulp Fiction (still)

Urge Overkill, la cover di “Girl, You’ll Be A Woman Soon” e Pulp Fiction

“VINCENT: È questo che chiami “un silenzio che mette a disagio”?
MIA: Non so come lo chiami tu questo.
VINCENT: Hm!
MIA: Da bere! Musica!
(…) Mia va verso il lettore CD, sfoglia una pila di CD e ne seleziona uno: K.D. Lang. Le casse fanno esplodere un pezzo country ad alta energia, che Mia suona con la air-guitar. Balla per la stanza e si ritrova vicino al cappotto di Vincent appeso alla rastrelliera. Ne tocca la manica. È una bella sensazione
Estratto dalla sceneggiatura del film Pulp Fiction

È cosa ben nota che, nonostante quanto indicato dalla sceneggiatura originale firmata da Quentin Tarantino e Roger Avary, per sottolineare una delle scene più memorabili del film di culto per eccellenza Pulp Fiction – vincitore della Palma D’oro dell’edizione 1994 del Festival di Cannes -, la canzone che Uma Thurman/Mia fa partire su un registratore a bobine (molto più sexy di un lettore CD, bisogna ammetterlo) non sia una non ben identificata tra le tante del repertorio di K.D. Lang (e un po’ dispiace, considerata la grandezza della cantante e autrice), bensì un brano – ai tempi ancora non popolarissimo – del songwriter statunitense Neil Diamond. Il titolo è Girl, You’ll Be A Woman Soon, e questo lo sanno sicuramente un po’ tutti. Come si sia arrivati a quella scelta, e più in particolare nella versione firmata da una semisconosciuta band di rock alternativo statunitense, probabilmente non è cosa di dominio pubblico. Ecco come più o meno sono andate le cose.

Registrata nella sua versione originale nel 1966, pubblicata l’anno successivo in formato 7″ e contenuta all’interno del suo secondo album Just For You, la canzone in questione non è paragonabile per popolarità ai più grandi successi della carriera del newyorkese Neil Diamond: Sweet Caroline, Song Sung Blue, Solitary Man, September Morn, solo per citarne alcune. Nonostante le riserve dello stesso Neil Diamond che, a causa di un suo possibile veto motivato dalla sua volontà di non promuovere l’uso di alcol o droghe attraverso la propria musica, necessitò di ulteriori garanzie di qualità del prodotto finale, la sua inclusione nella colonna sonora del film di Quentin Tarantino è avvenuta grazie al casuale ritrovamento da parte del regista in un negozio di dischi usati durante un suo soggiorno londinese, di una copia in vinile dell’EP Stull, pubblicato nel 1992 e firmato dall’allora terzetto degli Urge Overkill, di cui era fan. All’interno era contenuta la loro versione del suddetto brano. L’immediato entusiasmo dimostrato dalla stessa Thurman per la scelta della canzone fornì la più che convincente conferma che si trattasse della cover giusta.

Una versione anche questa realizzata quasi casualmente, per cercare di raggiungere il numero di brani sufficienti per giustificare la pubblicazione di un Extended Play e su suggerimento del produttore Stephen Michael Bonner, meglio conosciuto semplicemente come Kramer. Grazie alla relativa semplicità di esecuzione di una canzone che girava in rotazione tra gli ascolti casalinghi della band, i musicisti acconsentirono ad includerla del proprio repertorio incoraggiati dal produttore che ne riconobbe da subito il potenziale.

Tarantino è noto per essere un grande appassionato di musica, tale da essere in grado di scegliere personalmente e con grandissima efficacia – seconda forse solo a quella di un altro grande cineasta musicofilo come Martin Scorsese – i brani musicali da includere nelle colonne sonore delle proprie pellicole. Viste queste premesse, il video promozionale girato per accompagnare la canzone in questione – e diretto da Drew Carolan che nella propria carriera tra le altre cose può vantare anche la regia di video per Red Hot Chili Peppers, Living Colour, Fishbone e B-52 – non ha certo avuto bisogno di un grande dispendio di mezzi o energie creative. Ecco dunque alternarsi spezzoni tratti dalla pellicola a quelli di un’esibizione degli Urge Overkill sul palco di un battello allestito a locale notturno. Una volta tanto le note di una canzone tanto evocativa quanto sensuale bastano ed avanzano.

Nonostante il buon successo retroattivo di quella loro versione e l’interesse suscitato dall’album Saturation – che lo aveva preceduto di circa un anno – e dai singoli estratti, la band non è più riuscita a mantenersi sugli stessi livelli, questo anche a causa di faide interne e ad uno stile di vita che è stato descritto come non molto più salubre di quello per i quali gli anti-eroi del film di Tarantino si distinguevano. Tra alti e bassi, abbandoni e ritorni, i principali membri Nash Kato e Eddie “King” Roeser hanno comunque mantenuto nel corso dei decenni il marchio in vita, tra le altre cose con la pubblicazione degli album Rock & Roll Submarine (2011) ed in tempi più recenti di Oui (2022).

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