Prince. “While My Guitar Gently Weeps”, una delle esibizioni del genio di Minneapolis più emozionanti di sempre
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Tony D'Onghia
- 1 Giugno 2021
15 marzo 2004, Prince Rogers Nelson viene ammesso nella lunga lista di star della musica che sono entrate a far parte di una delle istituzioni più importanti – ma anche più contestate e derise – della musica statunitense, ovvero la Rock and Roll Hall of Fame. Nella stessa occasione, tra gli altri, vengono anche nominati gli ZZ Top, Jackson Browne, i Traffic e a titolo di riconoscimento postumo il grande George Harrison.
Proprio a quest’ultimo, nel corso della cerimonia di induction, viene dedicata la versione live di una delle sue canzoni più belle, ovvero While My Guitar Gently Weeps. Una band di tutte stelle viene raccolta per eseguirla. Della partita sono Tom Petty ed altri membri degli Heartbreakers – tra questi il batterista Steve Ferrone – Steve Winwood, Jeff Lynne ed il chitarrista della sua band Marc Mann, nonchè lo stesso Dhani Harrison, figlio del compianto George. Durante le prove viene deciso che il classico assolo di chitarra eseguito nella versione originale da Eric Clapton venga riproposto – in maniera del tutto fedele – da Marc Mann, mentre a Prince viene riservato l’onore e l’onere di portare la canzone alla sua chiusura con un assolo finale. Il video che fa da testimonianza dei quell’esibizione del tutto eccezionale è diventato un vero e proprio fenomeno virale dopo la scomparsa del musicista di Minneapolis, ed una volta tanto, per motivi più che validi.
La all-star band esegue una versione pressoché fedele all’originale del classico di Harrison, con Lynne e Petty che si alternano alla parti vocali. A 3 minuti e 28 secondi circa, dal lato destro del palco spunta Prince, fino a quel momento praticamente invisibile. Ed è da qui che si comincia a scrivere la storia del rock con la S maiuscola. Tanti sono gli estimatori di Prince chitarrista quanti sono i suoi detrattori, o per lo meno coloro che lo considerano istrionico e sopravvalutato. Comunque la si pensi, da quel momento in poi parte un fuoco d’artificio chitarristico durante il quale il suo ben noto arsenale di tecniche chitarristiche – bending portati alle più estreme conseguenze, vibrati assassini, slide, pull off – e viscerale emozione allo stato puro si fondono gloriosamente. Con tanto di magistrale “colpo di teatro” nel bel mezzo dell’assolo, con il chitarrista che volta le spalle al pubblico sul bordo del palco e si lascia cadere su una guardia del corpo che ne ferma la caduta e lo respinge indietro. Impagabile poi il gioco di sguardi tra Nelson, Petty e Harrison. Uno scambio di espressioni ora divertite, ora complici o incredule, mentre il genietto tasta il terreno per capire quanto il volo in solitaria nel quale si è lanciato possa ancora durare. E si vorrebbe che Prince, di suonare la chitarra in quel modo esaltante, feroce e struggente al tempo stesso, non smettesse davvero mai.
Dato il successo di questa ripresa, Joel Gallen, ovvero il regista che ebbe l’incarico di curare la parte video della serata, nel maggio del 2021 ha reso pubblica una versione editata della stessa, dedicando alla magia chitarristica di Prince un numero maggiore di close up. Un particolare non è dato comunque ancora a vedere: alla fine della bruciante esibizione la sua chitarra viene lanciata in aria, apparentemente senza ricadere più. Pubblico e musicisti presenti sul palco giurano, a distanza di tutti questi anni, di non essersi accorti di dove fosse finito lo strumento. Che, stando ai meglio informati, venne rapidamente raccolto da un roadie e successivamente donato alla star della TV statunitense Oprah Winfrey. Le voci circolanti secondo le quali fosse stato invece lo stesso George Harrison ad essere il destinatario del lancio non sono state dunque confermate, ma da inguaribili romantici quali siamo, è bello comunque crederci.
