The Chemical Brothers
The Chemical Brothers, still da “Hey Boy Hey Girl”

The Chemical Brothers. La danza macabra di “Hey Boy Hey Girl”

Nonostante le oggettive difficoltà di restituire allo spettatore l’esperienza del ballo ed in particolare del dancefloor in maniera per lo meno credibile (quando non eccitante e trascinante come dovrebbe essere), la cinematografia ne ha spesso accettato la sfida, cercando di ricreare e riprendere in maniera efficace il sovraccarico sensoriale di luci, suoni e corpi in movimento che la caratterizzano.

Dalle scene del classico Saturday Night Fever – l’OG che ha lanciato la disco music nel mondo grazie anche al carisma ed alle pose di un giovane John Travolta – al rave fanta-apocalittico di Matrix Reloaded. Il sottoscritto considera particolarmente riuscita la messa in scena della feroce sparatoria nel mezzo della pista da ballo di uno stracolmo club losangelino del capolavoro di Michael Mann, Collateral; ma quella fa un po’ caso a parte perché, diciamoci la verità, chi è che vorrebbe essere coinvolto in uno scambio casuale di colpi d’arma da fuoco quando il programma per la nottata sarebbe soltanto quello di andarsi a sgranchire un po’ le gambe?

Anche il mondo dei video musicali ha alcuni interessanti esempi da offrire: tra gli anni ’90 e i primi 2000 il dancefloor diventa, di volta in volta, luogo di accesa competizione danzereccia (Murder On The Dancefloor di Sophie Ellis-Bextor), seduzione vampiresca (Freak Like Me delle Sugarbabes) o scenario di annebbiamento dei sensi e delle coscienze come accade nel realistico e drammatico clip di Blinded By The Light del britannico The Streets. Senz’altro uno dei videoclip che più bizzarramente ha fatto uso di questo tipo di immaginario è quello relativo a Hey Boy Hey Girl, singolo contenuto nell’album Surrender dei Chemical Brothers e diretto dalla coppia registica composta da Nick Goffey e Dominic Hawley, in arte Dom & Nic.

The Chemical Brothers
The Chemical Brothers, still da “Hey Boy Hey Girl”

Il duo di videomaker si è costruito una solida reputazione a partire dalla metà degli anni ’90. Inizialmente, legando il proprio nome a quello dei Supergrass – e non a caso visto che Nick è fratello maggiore di Danny Goffey, batterista dello stesso terzetto – ed in seguito ad alcuni dei nomi più caldi della scena musicale britannica del periodo – Lush, Bluetones, Sleeper, Faithless, Robbie Williams, Oasis e David Bowie – arrivando oltreoceano a firmare l’indimenticabile clip di Ava Adore degli Smashing Pumpkins. Un curriculum eclettico il loro, che riflette versatilità e approccio multimediale, un mix di cinematografia classicamente intesa e soluzioni altamente innovative, azione dal vero ed immagini generate al computer.

Come accade nel video curato per Ed Simons e Tom Rowlands, ovvero i “fratelli chimici”, le cui iconiche scene di ballo ambientate nell’oscurità del club londinese Ministry of Sound hanno naturalmente un prologo. La protagonista dell’azione, una ragazza che seguiamo dai tempi della scuola, reagisce in maniera del tutto particolare al bullismo subito da parte dei suoi coetanei sviluppando una sorta di super potere, una vista a raggi X che le consente di vedere attraverso il corpo degli esseri umani fino nella struttura portante, lo scheletro. È l’elaborazione di un trauma infantile la corretta interpretazione del fenomeno? O è forse il rito di passaggio all’età adulta, uno scendere a patti con l’idea di mortalità?

The Chemical Brothers
The Chemical Brothers, still da “Hey Boy Hey Girl”

Il video si mantiene aperto alle interpretazioni anche perché il climax viene raggiunto nell’iconica danza degli scheletri per la quale è noto. È qui che ballo e groove si allineano e il tormentone – Superstar DJs Here We Go – è servito. Altre scene di culto immortalano una coppia “indaffarata” all’interno di una cabina delle toilette in forma di scheletro (e cosa sennò) e gli stessi Chemical Brothers nello sfuggente cameo finale.

Un precedente cinematografico potrebbe riportarci, scendendo nei meandri della memoria del cinema di animazione, a un cortometraggio del primo Walt Disney del 1929 – La danza degli scheletri – di fatto un video musicale ante-litteram, che richiamava a sua volta l’iconografia medievale. Qui esseri umani, ancora del tutto in carne, ballano con gli scheletri, ovvero con la più classica delle personificazioni della morte. Non a caso questo genere di raffigurazioni sono conosciute come “danze macabre”, una possibile interpretazione del frenetico e scheletrico rave inscenato in Hey Boy Hey Girl.

Nel corso dei decenni la coppia registica ha consolidato la collaborazione con i Chemical, tanto da arrivare fino agli anni 2000 con la realizzazione di videoclip per Belive, Salmon Dance, Midnight Madness, Wide Open, Free Yourself ed in tempi più recenti di Live Again, tratto dall’album For That Beautiful Feeling.

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