Sigur Rós. La musica come esperienza collettiva e catartica, “Andrá”
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Nicola Rakdej
- 30 Giugno 2023
Dopo il lead single Blóðberg, Andrá è il secondo brano estratto da ÁTTA, l’ottavo album in studio dei Sigur Rós pubblicato a sorpresa il 16 giugno 2023 via BMG. Il disco arriva a dieci anni dal precedente Kveikur ed è stato presentato come l’album più emotivamente diretto dalla formazione, un lavoro che, in mezzo a guerre, depressioni e inflazione, porti conforto e unisca le persone; «è quello che la musica chiedeva e diceva da sé» ha afferma il bassista Georg Hólm.
Il videoclip diretto da Katya Gimro e Alexey Krupnik prende alla lettera lo scopo di ÁTTA. I due registi hanno riunito un gruppo di fan della band islandese e, dopo una serie di domande personali, gli è stato fatto ascoltare in anteprima Andrá, brano dream folk con piano ed elementi acustici.
Nella prima parte della clip ascoltiamo le parole di queste persone, ognuna con una diversa esperienza di vita. Alcuni parlano della prima volta che hanno ascoltato i Sigur Rós, altri ricordano dei momenti particolarmente difficili, sottolineando quanto la loro musica li abbia aiutati a superarli (Andrá vuol dire “momento”); i temi trattati sono molti, dalla perdita alla nascita, dagli abusi sessuali al conforto degli amici, dalla creazione artistica ad incidenti potenzialmente mortali.
Volevo mostrare come i Sigur Rós siano la colonna sonora delle nostre vite attraverso la felicità, la speranza, il dolore e l’amore. Il breve documentario, Andrá, celebra il modo in cui i Sigur Rós catturano e incanalano l’umanità che ci unisce tutti
Katya Gimro
La seconda parte del video è quella più forte da un punto di vista emotivo, giocata tutta sul rispecchiamento tra chi ascolta e chi sta guardando (e ascoltando a sua volta). Gimro e Krupnik hanno realizzato un montaggio di primissimi piani sui volti delle persone mentre stanno ascoltando in cuffia il brano. In questo modo, oltre a vedere al dettaglio la loro commozione, il videoclip ci restituisce l’idea della musica come esperienza collettiva e catartica.
«ÁTTA nasce dalle lacerazioni del presente – scrive nella sua recensione Elena Raugei – si mette in moto introspettivo e proietta in direzione dell’estasi. Jónsi ha parlato di musica «scarna» e «fluttuante», ideale per vestire gli anni che passano tra cinismo acquisito e necessità di sentire qualcosa, ovverosia commuoversi. Nella reazione che innesca all’ascolto, la sua grandezza sta proprio nell’avvolgere tanto la disillusione quanto la fede in un’altra possibile forma di bellezza, somewhere over the rainbow».
Nel 2020 i Sigur Rós hanno pubblicato il live album Odin’s Raven Magic, lavoro corale e orchestrale realizzato in collaborazione con Schola Cantorum Reykjavik e L’Orchestre des Laureats du Conservatoire national de Paris. Kveikur, l’ultimo album pubblicato 10 anni fa, è stato recensito su queste pagine da Stefano Solventi. La band islandese arriverà a luglio in Italia per quattro concerti a Roma, Bari, Lucca e Mantova.
