Raffaella
Raffaella Carrà e Franco Battiato durante la puntata del 19 aprile 1985 di "Pronto raffaella" (still Youtube)

La brillante chiacchierata tra Raffaella Carrà e Franco Battiato per “Pronto Raffaella”

Ci ha lasciato il 5 luglio 2021 Raffaella Carrà, soubrette e ballerina tra le più importanti della Tv italiana, e non di meno artista e conduttrice televisiva di grande sensibilità e personalità, capace di intrattenere in modo leggero quanto intelligente. Ne è la riprova la piacevole intervista che fece al compianto Franco Battiato (scomparso lo scorso 18 maggio) il 19 aprile 1985, per Pronto Raffaella, suo programma di successo andato in onda su Rai 1 all’inizio degli anni Ottanta.

Uno scambio che con leggerezza e perspicacia affronta ogni argomento, partendo da suggestioni minime e muovendosi tra il serio e il faceto. L’attacco è incentrato sul regalo del libro Le statue d’acqua di Fleur Jaeggy con cui il cantautore siciliano omaggia la padrona di casa («lo stavo leggendo in aereo…»); subito dopo la discussione si sposta su uno degli argomenti cardine della musica pop, le canzoni d’amore, che, secondo la conduttrice, occupano un posto marginale nell’opera di Battiato. L’amore è un sentimento “molto serio” e per l’artista di Milo necessita di distacco e obiettività …e poi c’entra il suo segno zodiacale, l’ariete, refrattario ai legami.

Lo scambio finisce parlando del disco in inglese che l’autore de La voce del padrone aveva appena pubblicato per il mercato statunitense, ovvero Echoes of Sufi Dances, contenente alcuni suoi successi tradotti in inglese (tra cui il brano No Time No Space, tratto dall’album Mondi Lontanissimi, che a fine intervista esegue in trasmissione e purtroppo mancante nel clip) e prodotto da Capitol («La cosa divertente è che lo ho organizzato tutto in Italia. Diciamo… ho scelto i pezzi, le traduzioni sono state fatte tutte in Italia. Tutto il programma è stato fatto in Italia. Siamo arrivati in America e ho detto “questo è il prodotto” e loro hanno detto di sì»).

Alla seguente domanda della Carrà sull’uso della lingua inglese, Battiato risponde con la perspicacia che da sempre lo contraddistingue: «diciamo che a me l’inglese non interessa molto come lingua, sono più portato per le lingue di ceppo ungarico, se così si può dire».

Questa lingua sintetica, così veloce, inesorabile, mi inquieta un po’. E anche qui devo dire sin dall’inizio ho pensato che forse sarebbe meglio che io canti in inglese in modo molto personale … un po’ da indiano. E in effetti quando abbiamo fatto il primo ascolto con il direttore generale della Capitol mi ha detto “pronuncia eccezionale”, i pezzi mica male…
Franco Battiato

Un’intervista brillante e divertente che rende omaggio a due personalità che hanno fatto la storia artistica del nostro paese. Riguardo a Raffaella Carrà vi abbiamo recentemente parlato della sua partecipazione al programma di David Letterman nel 1986. Sulle nostre pagine potete inoltre leggere la nostra corposa monografia dedicata al Maestro Franco Battiato e gli omaggi che artisti e colleghi del mondo dello spettacolo gli hanno rivolto nel giorno della sua scomparsa, tra cui quelli Morgan e di Cristiano Godano.

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