Lorde, still dal video di "Man of the Year" (2025)
Lorde, still dal video di "Man of the Year" (2025)

Lorde. L’“ego death” di “Man of the Year”

Man of the Year: così si intitola il secondo estratto di Virgin – il quarto album di Lorde, in uscita il 27 giugno –, una power ballad prodotta e scritta dalla stessa artista e da Jim E-Stack, che gioca sull’equilibrio tra pieni e vuoti, tra la vulnerabilità di cori dolci e riverberati e l’esplosione di suoni elettronici e duri, quasi metallici.

Come il primo singolo, What Was That, anche Man of the Year lascia intendere che Virgin sarà il disco più personale della cantante, incentrato sui cambiamenti interiori e sulla nuova maturità raggiunta: come narra il testo della canzone, l’artista si sente pronta a tagliare i ponti con il passato e a esplorare la sua identità di genere, ma si domanda chi sarà disposto ad amare quella nuova versione di sé, più vera e libera.

In questa dinamica inedita, contano tanto i sentimenti quanto la fisicità: l’aspetto esterno deve riflettere la fluidità interiore. “Quando abbiamo iniziato a scrivere la canzone, immaginavo la persona che voleva cantarla su un palco davanti a un pubblico”, ha spiegato Lorde. “Ero io nei miei jeans, volevo essere senza maglietta, solo con una catena e i jeans. Ho davvero visto il mio corpo come un’estensione dell’opera d’arte.” Ed è così che l’artista si presenta nel video diretto da Grant Singer: solo con un paio di jeans e del tape, chiusa in una stanza per metà bianca, vuota, e per metà colma di terra. La danza sfrenata tra la polvere e il chiaro trasporto emotivo della cantante confermano l’intenzione di Lorde di “offrire tutta sé stessa”. Poco conta se, nel processo di affermazione personale, si mette in dubbio la propria identità passata e si rischia di allontanare gli altri.

Il nuovo album, Virgin, sarà presentato nel 2025 con il tour mondiale Ultrasound, già sold out nell’unica tappa italiana prevista per sabato 29 novembre all’Unipol Arena di Bologna.

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