Florence Welch
Florence Welch, foto di Autumn De Wilde (2025)

Florence + The Machine “One Of The Greats”, resurrezione e grandezza

A poche settimane dall’uscita della title track, Florence + The Machine presentano il secondo singolo estratto dal nuovo album Everybody Scream, One Of The Greats. Una traccia rock a passo d’uomo, intensa e poetica, scritta in un’unica sessione da Florence Welch insieme a Mark Bowen degli IDLES (alla chitarra), che riflette sulla propria mortalità dopo la quasi-morte vissuta nel 2023 e sul paradosso di come la carriera possa consacrarla come una “Grande”, con tutte le implicazioni di genere in un’industria ancora patriarcale.

Il brano nasce come un lungo poema, registrato in un’unica take. Welch lo canta così come l’aveva scritto, senza sovraincisioni proprio per catturare la sensazione di disintegrarsi nel nulla alla fine, evocando il ciclo di morte e rinascita che caratterizza il processo creativo: un continuo distruggersi e rialzarsi, spinti da quella “insoddisfazione divina” che la motiva da sempre. Il testo è intriso di immagini e simbolismi: dal risorgere dalla terra con “unghie rotte e polvere fra i denti” alla tensione tra dolore e gloria, fino alla riflessione sul ruolo delle donne nell’industria musicale, e sull’assurdità di essere giudicate secondo gusti maschili.

Versi come “I kept a scream inside my chest, killed everyone I’d ever kissed / Hung them on the wall like trophies” e “Burned down at thirty-six / Why did you dig me up for this?” mostrano il conflitto tra vulnerabilità e potere, mentre il ritornello, con le braccia distese e i lampioni che esplodono sopra la testa, diventa un gesto di resurrezione e liberazione. Il ponte amplifica il messaggio femminista e personale di Welch, confrontando le sfide di una donna con il privilegio maschile e ribadendo: “Questo è per le donne”.

La produzione corale e stratificata coinvolge anche Aaron Dessner dei National e Big Red Machine, confermando l’approccio teatrale e performativo che attraversa tutto l’album. One Of The Greats anticipa un lavoro che esplora femminilità, partnership, invecchiamento e morte, e che vede la partecipazione anche di Mitski, insieme ai già citati Bowen e Dessner.

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