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La storia dei Turtles, band californiana nata alle soglie della British Invasion, nel bel mezzo della moda del surf, è legata ad un lustro (il secondo degli anni ’60) così importante per la storia della popular music, da risultare ancora un punto di riferimento stilistico. La nascita vera e propria del termine rock, la stagione creativa dei Beatles, l’esplosione della controcultura e della psichedelia, la Woodstock Nation, la svolta “progressiva” (per non parlare dei cambiamenti sociali e politici che richiama la parola Sessantotto): dovunque si peschi, in quegli anni, ci si imbatte in cambiamenti epocali. 

In questi anni a dir poco “rivoluzionari” i Turtles, pur non figurando mai come pionieri, sono riusciti a lasciare la loro impronta ben visibile, non fosse altro che per aver soffiato il primo posto in classifica a Penny Lane dei Beatles, con il loro più grande successo di sempre, Happy Together. Una gratificazione concessa a pochi e della quale poter essere soddisfatti: un evento che da solo può cambiarti la vita. 

Nata con il nome di Crossfires, la band di Howard Kaylan e Mark Volman, dopo una breve parentesi surf, esordì con il nuovo nome sulla scia del successo del folk-rock dei Byrds. Non è un caso che il primo successo del gruppo sia un brano di Bob Dylan, It Ain’t me Babe. Ma i Turtles avevano un’attitudine poco votata alla politica e alla protesta sociale e abbandonarono presto il territorio del folk-rock per spostarsi verso il pop raffinato e orchestrale dei tardi Beach Boys, cui è legato il loro stile più riconoscibile. Il tentativo di inseguire i cambiamenti repentini quanto radicali dell’epoca, spinse i Turtles a tentare anche la via del concept album, divenuto, a partire dal ’68, un modello di riferimento: ne nacque un progetto interessante, The Turtles Presents The Battle Of The Bands. Un album in cui la band veste i panni di undici gruppi diversi, provando anche ad imitare se stessa, nel brano Elenore (divenuto famoso in Italia nella traduzione interpretata da Gianni Morandi, Scende La Pioggia).

L’uscita di questa raccolta, che contiene anche un inedita (anche se poco significativa) Chevrolet Camaro Commercial, non è solo un’occasione, per chi non lo avesse già fatto, di riscoprire una band un po’ sottovalutata, ma anche di contribuire alla raccolta fondi da destinare al Turtle Hospital, una struttura ospedaliera votata alla salvaguardia delle tartarughe marine in Florida! Sembrerebbe uno scherzo, ma è proprio così..

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