Recensioni

Il sexy boy profetizzato dagli Air emerge dalla fucina Gomma con un bouquet di canzoni che fa invidia a chiunque (electroascoltatori e non). L’unico degno sfidante della ristampa di Move D di qualche tempo fa, quindi del meglio dell’electro anni ‘90, mescolata con un sentimento nostalgico fatto di modernariato 80 e di qualche sentore dei primi mitici club di New York dove tutto era possibile (pensiamo al Loft). Un debutto che spiazza.
L’album sorvola tutti i territori del cool electro più patinato e luccicante: la progressione uberpop acida di Baffioso, la stupenda rivisitazione dei Royksöpp in Flameingo, il nu soul di Hi’s & Low’s, la techno leggerissima (pare quasi di volare sulle ali del drago de La Storia Infinita di Moroder) di Zåmiang, l’ipnotica canzonetta dagli inserti in stile Tortoise (!) (The Movies), la sperimentazione in stile Warp con stupendi insert dub di Æblegrod, la techno di I K. Guitar che è la migliore conclusione possibile, uno sguardo fugace ai classici, una presa di coscienza delle proprie possibilità, consapevolezza di essere già nell’olimpo.
Qualcuno l’ha paragonato a Tiga. Io lo lascerei da solo con il suo stile inimitabile, Tomas Barfod, in arte Tomboy. La sorpresa che rimette in discussione l’electro. Senza intellettualismi, senza paure, un disco che colpisce lo stomaco, che esagera con stile. (Fino a qui) il miglior disco electro (chic) pop del 2007.
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