Recensioni

7.3

Per celebrare il suo debutto sulla lunga distanza, che segue qualche sporadico 12”, il producer e fondatore di The Triangle Records, Michele Pinna, ha scelto di presentarsi con il nuovo moniker Time Traveler. I’m Made Of Stars / Journal già dal titolo rimanda alla vera ispirazione di un album concepito idealmente dopo varie chiacchierate con il padre riguardo allo spazio, al tempo, alle galassie e in generale ai massimi sistemi.

Un lavoro futuristico, dice lo stesso protagonista (che per l’occasione ha inaugurato una nuova etichetta che prende lo stesso nome del titolo del disco), con un piede nella dance e uno nelle varie sperimentazioni, che difatti si stagliano attraverso infernali marce industrial che dettano il macabro tempo a un dancefloor malato e cupo. Dal suolo arido rinascono fantasmi provenienti dell’oltretomba più abissale, per una techno rigida e metallica (Stardust), spigolosa nella sua struttura, al primo impatto asciutta eppure rigogliosamente complessa, tra emozioni della Berlino a notte fonda, scenari post-apocalisse e influssi abrasivi in zona Emptyset (Chaos Theory) e Vatican Shadow (Middle Break / Restricted Areas), con in più frecciate dub di scuola Akkord/Indigo (Dark Priesthood) e sforbiciate acid (Chronicles From B-29 Superfortress). Se aggiungiamo che anche la lunghezza complessiva – quasi un’ora e venti – non ne mina assolutamente le fondamenta, stiamo certamente parlando di un’opera puntuale e precisa che potrebbe rivelarsi l’ottimo biglietto da visita di un nuovo talento di casa nostra.

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