Recensioni

Il ritorno degli Hit Parade. Duo di pop chitarristico (Julian Henry, cantante e chitarrista e il produttore Raymond Watts, in collaborazione con Ian Catt dei St. Etienne) che non ha avuto la fortuna meritata all’alba degli anni ’90, titolare di un disco su Sarah Records (The Sound of Hit Parade, 1993) e numerosi singoli compresi in un paio di raccolte.
Il disco è un compendio di canzoni pop, tra tentazioni Beach Boys (Sugar) e classico chitarrismo tra Byrds, Orange Juice (Edwyn Collins è fan del gruppo tra l’altro), Housemartins. L’illusione è così perfetta che sembra di ri-sentire gli Aztec Camera (The Queen of Mousehole, Lonely Girl, My Stupid Band) a braccetto con Orange Juice virati Beatles (The New Woman), tra una melodia e un ritornello che non lascia scampo.
Niente di nuovo sotto il sole, ma la classe è tanta. Sarebbe un peccato confonderli nel calderone emul qualcosa.
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