Recensioni

Non bastassero i recenti singoli episodi, ecco una bella compilation rappresentativa della famiglia Banhart, come l’artwork di copertina ben sintetizza. A curarla è (manco a dirlo) Bianca Casady per la sua neonata etichetta Voodoo Eros, la quale – non contenta o non sazia di rovistare tra le sue anticaglie – ha creduto fosse opportuno rispolverare e dare lustro a vecchi (?!) brani dei suoi più cari amici.
Ed eccoli qui, tutti presenti all’appello: dal side project della sorella, Metallic Falcons (un lamento estenuante che non faremmo fatica a confondere con un qualsiasi brano delle due) ad un Devendra imberbe e ancora più sbilenco (Houses e Happy Birthday!), da un misterioso J.H.T in una sgangherata versione live (Why Am I Still Sucking Your Dick?) che in realtà nasconde l’anima cruenta e viscerale del femmineo Antony (d’altronde con la sua voce non ci si può sbagliare), ad una composizione per pianoforte di Sierra (Of Gentle Blood). Ma questa rassegna del passato di personaggi più (Patrick Wolf e la strumentale Night Train) o meno (Nomi con l’r’n’b di You’ll Never Know) illustri oltre a presentarci prescindibili e irrilevanti – quando non discutibili – frammenti di memoria (il maldestro e delirante hip-hop Rock N’ Roll dell’accoppiata Spleen/Zen, o il recupero sessantottino in una pessima qualità audio della sempre-musa Vashti Bunyan con Song Of A Wish Wanderer), ci regala anche perle di assoluto valore e splendore: la candida Diane Cluck in Nothing But God e Real Good Time (come una Chan Marshall riappacificata con il mondo) e la pungente Jana Hunter in Kissing Without Lips, ormai prossima al debutto per l’etichetta del suo padre spirituale Banhart.
Non male come lancio promozionale, per cui tanti auguri alla Voodoo Eros, ma ogni tanto i segreti nascosti di famiglia dovrebbero essere mantenuti tali.
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