Recensioni

Sulla carta tutto molto hype. Delle volte la musica diverte, e basta. E facciamoci quattro salti. E poi la voce è bella. Oppure lasciamo perdere il buon senso e occupiamoci dei The Blow (ovvero l’artista Khaela Macirich più Jona Bechtolt ) e di Paper Television, disco già sentito ma leggero, salvabile e forse salvifico.
Venghino signori venghino a sentire oneste canzoncine elettropop – brevi, trascinanti e melodiche, forti di una drum machine che fa per bene il suo mestiere e di una voce femminile molto pulita. Si sgomita a volte (Pile Of Gold, ma soprattutto il riff elettronico di Eat Your Heart Up) con gli El Guapo di Fake French (messi tra parentesi fisarmonica e un ingombrante passato).
Quasi subito (Parentheses) sorge un dubbio, presto taciuto da una fresca riduzione pop (The Long List Of Girls) di alcune bizzarrie Brainiac / Enon, ad accompagnare la signorina cantante. Il dubbio torna in Bonjour Juene Fille, ma è ancora zittito da una pulsazione profonda che manda in sollucchero maglie a righe e fan dei Bloc Party – altrettanto presenti in Fists Up.
Insomma, colpo prevedibile ma gustoso; è concesso sciogliere il dubbio e lasciarlo esprimere, senza però aggiungere pretese ad un lavoro che non nasa di averne; e infatti in True Affection, ballata immediata, è definitiva la nostalgia dell’arte vocale delle Raincoats – tolte la dirompenza femminista e la carica femminile – che forse previene un misero sfoggio di una bella voce.
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