Recensioni

5.8

C’è dell’agit-prop negli Stati Uniti. Ci crede la Touch & Go, che pubblica questo nuovo lavoro di Ted Leo – fratello di Chris dei Van Pelt, deciso a esternare la propria voce del dissenso, dopo un passato da punk-rocker – e dei suoi farmacisti.

Living With The Living vive di un rock prolisso palpabilmente attento all’arrangiamento (lontano dal punk), che nei momenti migliori avvicina il contrappunto dei Television, soprattutto negli incastri melodici basso-chitarra (The Songs Of Cain, con un breve assolo da cui manca – purtroppo – la carica lisergica di Verlaine). Army Bound è una canzone ben costruita e piacevolmente orecchiabile che ci permette di individuare nella sua marcetta new-wave di sicuro effetto (come in Colleen), nella percussività degli scambi e nel traino della voce i type di queste canzoni.

Leo vorrebbe forse ancora selezionare come padri putativi i Jam – Paul Weller in particolare –, il punk bacchettone di Billy Bragg, i sempiterni Clash (c’è anche il rocksteady di The Unwanted Things); ma ciò che convince maggiormente è l’accostamento ironico ai Pearl Jam, a parità di convinzione nella forza generazionale della musica. Dà fastidio l’onnipresenza della voce, reputata necessaria in funzione della foga di denuncia, ma disgraziatamente diretta troppo spesso verso i vocalizzi di Bon Jovi – il che, non si tema a dirlo, va male. Si salvano melodie meno sofisticate (The Lost Brigade) e idee più incisive (Bomb.Repeat.Bomb) – forse perché meno riflesse. Ma una manciata di buoni brani non salva l’insieme.

Aldilà del gusto, che è personale e non dovrebbe pervadere il giudizio di una recensione, si ha la percezione di un parziale spreco di energie. Una risicata sufficienza non andrebbe bene a nessuno. Meglio un

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