Recensioni

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Inizialmente i Tarwater si erano fatti amare e odiare per i propri granitici mood, scuri e oppiacei. Successivamente, dopo Atoms, Suns & Animals sono diventati sinonimo del Morr Sound, un’indietronica agrodolce dalle venature cinematiche e popadeliche. Lo scorso anno il duo ha compiuto dieci anni. Dieci anni di temi e variazioni. Due lustri tra Berlino e il mondo circostante.

Un passo indietro rispetto al pop arioso e ottimista del precedente Needle Was Travelling, Spider Smile rappresenta quel sound adulto in perenne surf tra sobrio romanticismo e riflessione umorale che il duo porta avanti da sempre. Una formula prevedibile alla quale sarebbe stupido chiedere rivoluzioni, un canzoniere tra il pensiero debole e il certosino arrangiamento; una coerenza artistica a cui è sempre seguito il giusto decanto tra un album e l’altro.

Concepito come un insieme di brani e track ispirati da osservazioni attorno all’America, l’album scansa la ricerca della perfect song appropriandosi di sensazioni e landscape, giostrando momenti scuri e leggerezza. I testi sono figurativi ma soprattutto narranti, i suoni e le parole si destreggiano in arpeggi di chitarra, tastiere e effetti a riempimento ma senza esagerare. Nessuna posa politica, eppure un disco politico. In World Of Things To Touch basterebbe il solo titolo. La domanda è: come ci si sente in un mondo di cose da toccare? Dove tutto è visivo? Stesso discorso per lo ska declinato Morr Music di When Love Was The Law In Los Angeles, momento di svago e al tempo nostalgia di un tempo remoto. Sono entrambe delle hit, quella coppia di canzoni che il duo assicura da sempre in ogni episodio. E il resto sta subito sotto: s’apprezzano gli smalti californiani per chitarra slide di Arkestra (un brano ispirato da un viaggio con la mitica band di Sun Ra attraverso i colli scozzesi) e una love song come When Tomorrow Comes (commiato dell’album).

Infine non mancano gli strumentali, qui particolarmente efficaci (la rinascimentale Shirley Temple dagli accenti AIR e 4AD, e Witch Park, tela nervosa tra impro percussiva e riff angolari), e il momento cover (Sweethome Under White Clouds, dei Virgin Prunes, un discreto western lounge-noir). Ne siamo convinti: Spider Smile è il Torbato firmato Tarwater.

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