Recensioni

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Col comeback di Swahili Blonde succede un po’ quello che evidenziavamo il mese scorso per Your Light Like White Lightning… degli Extra Classic. La riesumazione in forme attuali del dub giamaicano impreziosito dall’appeal di chanteuse dalle voci particolari.

L’ex Weave! Nicole Turley, a cui fa grossomodo capo il progetto Swahili Blonde, è infatti il centro propulsore di questa sorta di wave dagli influssi tropicali, mantenuta sempre a medie battute e sporcata dal retaggio weird&pop dell’americana. Fatto cioè di asincronie e “stonature” piuttosto che di linearità armoniche. Disposto allo zig-zagare tra curve a gomito e scelte “anti”-pop piuttosto che assecondare le traiettorie, pur sbilenche, di genere. Capace di mantenere la barra dritta in direzione popular – le melodie sono orecchiabili e la testa segue spesso ciondolante le evoluzioni del quartetto – ma rimanendo ancorato a forme “altre”. Abile nel dosare minutaggio e stramberie per non eccedere nel parossismo da freakeria né in quello da deja-ecoutè.

Il funk spigoloso di Zelda Has It, l’iridescente pop malinconico di Scoundrel Days (insospettabile cover degli A-Ha), il groove dubboso di Science Is Magic, quello virato tropical di Etoile De Mer e quello dreamin' di Purple Ink dicono che Psycho Tropical Ballet Pink è, in definitiva, proprio quello che promette sin dal titolo. Un balletto in punta di piedi e virato al femminile di melodie fuori di testa e sognanti paradisi tropicali, con padrini sparsi tra label come Zè records e 99 Records, punti cardinali imprescindibili come Slits e Raincoats, e tanta voglia di sperimentare strade nuove. E sì, c’è ancora John Frusciante alle chitarre.
 

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