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Styrofoam alle mode c'è sempre stato attento. Molto attento. All'inizio, a tiro Duemila, cavalcava perfettamente l'ondata Morr con glitch e melanconie mittel, poi lestissimo è salito sul cavallone Anticon mettendo un po' di hop bianco dentro l’impasto indietronico, poi è arrivato il boom degli '80 e s’è dato una bella spalmata di ottimismo e synth pop mascherandosi sempre meno europeo e sempre più filo britannico, tra uggia e tanti raggi di sole pop. In tutto ciò, featuring rap a parte, il senso melodico lo ha sempre salvato. A Arne Van Petegem non è mai mancato e i suoi testi piacevoli, automatici il più delle volte, hanno sempre conservato quell'intoccabile aura indie pop, hanno cioé sempre avuto il taglio melodico al momento giusto.

Oggi, a due anni da A Thousand Words con Disco Synthesizers & Daily Tranquilizers il Belga s'è rotto anche di quest'abito: basta indie-genza, basta quel suono per pochi.  

Il nuovo Styrofoam non si vergogna di cantare con il vocoder, di prendersi al missaggio uno come grosso come Wally Gagel (Eels, Folk Implosion, Muse), d’incidere in uno studio ancor più famoso come il TTG/WAX e di puntare diritto al pop da classifica con il suono che va oggi, un misto di luccicanti synth un po’ techy, aperture chitarristiche à la New Order, folate da soundtrack scura à la Depeche Mode e in generale quell’approccio tra suonato live e synth in remember Ottanta.

Ma i numeri killer ci sono? Get Smarter e Extra Careful ci provano e funzionano senza uscire dai soliti seminati. Il resto è prodotto molto bene senza che la sensazione di già sentito abbandoni mail l'ascoltatore. In pratica Styrofoam è neither Fish Nor Fles, il pubblico di massa non lo raggiungerà, e gli indie kid gli volteranno le spalle.

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