Recensioni

7

Il calcio del terzo millennio è ormai solo uno spettacolo a misura di televisione? Lo penseranno sicuramente anche i Sex Pizzul, trio fiorentino che si autodefinisce “mundial disco funk”, ma a modo suo, perché l’originalità non gli ha mai fatto difetto, e l’apertura del nuovo EP, SuperSocrates, l’hanno affidata a una telecronaca d’antan in stile brasileiro con tanto di tipico e prolungato urlo gooooool proferito alla segnatura dello stesso fantasista carioca nominato nel titolo, in una partita del Corinthians raccontata nello stralcio di commento. Inizia infatti così la title-track.

Già, perché quella calcistico/brasiliana è più di una suggestione per chi si rifà a quel Socrates proprio di gigliati trascorsi che era un dottore in medicina oltre che un calciatore tra i più forti e carismatici di sempre. In Curva Fiesole se lo ricordano bene; e se lo ricordano bene anche tutti i tifosi della Nazionale azzurra che a Spagna ’82 eliminò i verdeoro di cui era capitano, una delle squadre più forti di tutti i tempi. Ma attenzione: se lo ricorda bene pure Lino Banfi/Oronzo Canà, che ne L’allenatore nel pallone si recava in Brasile per acquistarlo e schierarlo nella sua Longobarda ma che finiva per prendere contatti con il Socrates sbagliato, un chirurgo gastrico dal quale finì col farsi operare di appendicite.

Quasi naturale è l’accostamento tra l’immaginario qui rievocato e chi nel nome ha scelto di omaggiare, oltre ai Sex Pistols, quel Bruno Pizzul le cui telecronache non saranno mai troppo rimpiante, tanto più che la stessa band è habituée nello smuovere memorie legate allo sport più popolare del mondo. Non a caso i due album in studio realizzati finora si chiamano Pedate e Anticalcio, il quale a dispetto del titolo prevedeva tutt’altro che un catenaccio di nereorocchiana memoria ma – come scrivemmo in sede di recensione – uno schema d’attacco fatto di verticalizzazioni fulminee e grande densità offensiva.

Ora, a distanza di quasi due anni, Annibale Records ha dato alle stampe questa nuova terna di pezzi completata da Dr. Socrates (condiviso lo scorso 11 giugno in occasione proprio dell’inizio dell’Europeo di calcio) e Socrates’ (s)Kills, prodotta dalla stessa band – assieme a Cristiano Crisci – e dagli aromi ballabili, che al cosiddetto rock testimoniale – genere in cui la musica è spesso arricchita da documenti audio d’archivio di radio o TV – assomma cori da stadio e un omaggio fieramente esibito alla disco-dance dei tardi 70s. Nostalgia canaglia. Ma non è retromania fine a se stessa quanto forse il richiamo a un passato mitico quanto si vuole ma che offre letture interessanti anche al giorno d’oggi.

Irene Bavecchi al basso, Francesco D’Elia ai synth e Simone Vassallo alla batteria corrono velocissimi rimestando nella cultura popolare con un piglio derivativo che fa della contaminazione la sua cifra, mescolando linguaggi sonori analogici che richiamano anche l’elettronica francese, la psichedelia, la new-wave, l’afrobeat e – naturalmente, in questo caso – il samba. Poi certo, non di solo calcio: il terzo pezzo in scaletta, il summenzionato Socrates’ (s)Kills, è introdotto da un trionfale trombeggiare che ricorda molto il tema principale della colonna sonora di Rocky. Tanto per ribadire che lo sport, come la musica, è universale e trascende le discipline, così come i generi.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette