Recensioni

La passione, quella sì, c’è e si sente. Sul resto si può disquisire ma senza fare troppi distinguo, ché non serve, siamo qui per divertirci. Tecnicamente è nuovo, il nono album in studio di Steven Gene Wold – alias Seasick Steve – perchè appena uscito e composto da tracce inedite. Ma nell’accezione più figurata del termine è un lavoro “vecchio”, nel senso che sembra un disco di cover anche se non lo è. Il che non è per forza una nota di biasimo.
In questo suo nono album in studio, scritto e prodotto da lui e quasi interamente registrato in una ex ice house al porto di Key West (Florida), il cantautore USA classe 1941 sciorina tutto il suo repertorio di luoghi comuni in fatto di blues, dagli arrangiamenti, alle ritmiche, ai testi, che – in qualche punto – definire allusivi è un po’ usare un eufemismo. Macho nel profondo e – benchè natio di Oakland – southern nell’animo (vi dice niente quel barbone à la ZZ Top?). Però va detto che, per restare in tema di fornelli, Can U Cook? – alle cui registrazioni hanno partecipato anche lo storico batterista Dan Magnusson (a.k.a. Crazy Dan) e il chitarrista Luther Dickinson (North Mississippi All Stars) – è un discreto piatto a base oltre che di blues, anche di Americana, country e folk, dove polverose ballate si alternano a pezzi tirati come elastici, e tra un B.B. King, un Bo Diddley e un Buddy Guy piazzati qua e là, Steve “Maldimare” si diverte (e fa divertire) nel mietere riferimenti anche a Dylan, Guthrie e Springsteen, quando non addirittura – in un capolavoro come la splendida Lay – a Nick Cave & The Bad Seeds.
Insomma, se ci chiede se sappiamo cucinare non è perché stia cercando una moglie che gli prepari la cena, ma perchè lui sa farlo da una vita e vuole vedere se siamo all’altezza.
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