Recensioni

6.5

Pur non avendo avuto un successo strepitoso, l’ultimo album di Ryuichi Sakamoto, Chasm (Warner, 2005) deve aver convinto soprattutto lui stesso, se a distanza di appena dodici mesi il musicista e compositore giapponese ne ha fatto seguire una rielaborazione tutta in chiave elettronica. Già, perché Bricolages non è altro che il remix dell’intero album affidato ad amici e colleghi, che si sono sbizzarriti a trasformare le sue ultime creazioni.

Se Chasm si distingueva per la grande eterogeneità di stili, cercando di soddisfare l’abbondanza trasbordante di idee del suo autore, passando con disinvoltura dall’hip-hop (Undercooled) all’ambient, dalla canzone d’autore (World Citizen, nel rinnovato sodalizio ormai ventennale con David Sylvian) al glitch, Bricolages risulta un lavoro più monolitico, pervaso com’è di elettronica in tutte le salse.

Tra gli ospiti più rilevanti va notato di sicuro il nome di Fennesz. Il musicista austriaco, collaboratore di Sakamoto da qualche tempo, è alle prese con 20 mSec, di cui da una seconda versione Craig Armstrong. Anche War & Peace e Undercooled sono affidate a due diversi dj: per quanto riguarda la prima, Aoki Takamasa la trasforma in un frenetico collage spezzettato di continuo, mentre Cornelius gli conferisce una calma inquietante che può ricordare Laurie Anderson; l’hip-hop per la verità bruttino della seconda guadagna un bel po’ di punti sia nella versione di Skuli Sverrisson, ma soprattutto in quella più glitch di Riva Noto, che lo avvicina alle produzioni avant-hop in stile Anticon.

Nel gioco del chi perde/chi vince, la bellissima Only Love Can Conquer Hate diventa, nelle mani di Snd un brano electro come ce ne sono tanti, lasciando per strada la sua intensità. Stesso discorso per la Word di Rob Da Bank & Mr. Dan. Mi sembra sbagliato liquidare questa operazione come una semplice copia venuta male dell’originale, anche se le idee messe in campo avrebbero potuto tranquillamente costituire materiale totalmente nuovo (cosa che di fatto sono).

Nessun rammarico, dunque, né bacchettate al povero Ryuichi, in ogni caso garanzia di qualità. Ma un album che non supera di molto la sufficienza.

N.B.: nell’edizione giapponese compare anche la versione di Lamento di Haruomi Hosono

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette