Recensioni

Rufige, per dire suoni oscuri, grezzi, potenti. Kru, che sta per crew — anche se dietro Rufige Kru c’è sempre stato lui, Clifford Joseph Price, in arte Goldie: figura centrale nella nascita e nello sviluppo della drum’n’bass e, prima ancora, della jungle. A ricordarcelo è lo stesso Goldie, in occasione di questo ritorno in grande stile, che già dal titolo Alpha Omega si presenta – nel suo tipo stile – come definitivo. L’alfa e l’omega. L’inizio e la fine.
Alpha: perché all’inizio c’era lui. Mai stato un DJ, bensì un produttore — e prima ancora un graffitaro — che prestava beat a colleghi e collaboratori come DJ Kemistry & Storm. Poi arrivò la serie firmata a nome Rufige Kru, un biennio, il 1992 e il 1993, in cui traccia dopo traccia Goldie evolve il primo nucleo dell’hardcore continuum in qualcosa di più sofisticato e perturbante.
Alla base c’è una tecnica rivoluzionaria, il time-stretching, che consente di manipolare i breakbeat senza alterarne il pitch, deformando il tempo. Da lì nascono brani come Terminator, Ghosts of My Life, Darkrider — che faranno scuola. Goldie getta le fondamenta di una doppia legacy: da un lato fondando Metalheadz, una delle etichette cardine della cultura elettronica britannica, dall’altro con il suo capolavoro Timeless (1995), un album che irradia di luce l’oscurità portando la drum’n’bass a un pubblico globale. E da lì in avanti, sarà tutto un effetto domino: l’influenza di quelle produzioni si riverserà nella UK garage, nella 2-step, fino alla dubstep.
Per chi è cresciuto con queste musiche, oggi la drum’n’bass suona come musica classica. E Alpha Omega, prodotto in collaborazione con Submotive (James Davidson), si muove proprio in questa direzione: suona come un ritorno a un genere ormai codificato e storicizzato – anno di grazia 1994-5 e qualcosa delle successive evoluzioni, tech step e neurofunk – ma che continua a parlarci di un luogo vivo ed elettrico, proiettato nel futuro, attraversato da groove sinaptici e virtualità sci-fi, oscurità distopiche e ritmi vertiginosi. Un luogo che Goldie – vedi Goldikus con i suoi giochi di luci e ombre e rimandi a Inner City Life – abita da protagonista assoluto.
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