Recensioni

Tra deserti americani, rapimenti alieni, segreti dell’occulto e deep web. Sono le coordinate entro cui spazia il nuovo lavoro del progetto del leader di Tool e A Perfect Circle, Maynard James Keenan (aka Dick Merkin), la cantautrice indie rock Carina Round e il chitarrista Mat Mitchell che torna a farsi vivo a cinque anni dall’ultima fatica in studio, The Money Shot. Un progetto nato quasi per caso, divertissement che iniziò a prendere forma in un episodio di una serie di sketch comici per la TV statunitense risalente agli anni ’90. E proprio a quel decennio si uncina stilisticamente questo che poi si è trasformato in un vero e proprio gruppo. Anzi un supergruppo, il cui esordio sulla lunga distanza risale al 2007 con il titolo “V” Is For Vagina.
Concetto calzante, quello della distanza, che viene buono anche come metafora dei vuoti siderali che questa astronave démodé riesce ancora a coprire, come un Millennium Falcon della musica che solca gli universi ostili della scena contemporanea. Missione per cui l’equipaggio si è arricchito di altri tre membri: Greg Edwards (Failure, Autolux), Gunnar Olsen (The Exit) e Sarah Jones (Bloc Party, Bat For Lashes, Kaiser Chiefs).
Calcoli Esistenziali sì, ma mica cervellotici. I Puscifer (nome che è anche l’alias di Keenan nella sua incarnazione solista) non si sono mai contorti alla ricerca di chissà quali segreti dell’encefalo, come a dire che per fare conteggi son sufficienti le quattro operazioni matematiche di base, per integrali e derivate c’è tempo. La creatura di papà Maynard James viene considerata meno “intellettuale” delle sue due sorelle maggiori a marchio Keenan, ma uno svantaggio se ben sfruttato può anche rivelarsi un’arma a favore. Exixtential Reckoning è sì opera criptica ma, di fondo, più masticabile e perfino divertente di altri prodotti della casa. Non a caso l’opening si intitola Bread And Circus, declinazione anglofona di quel panem et circenses di antica Romana memoria che la ciurma ha onorato nel migliore dei modi con il concerto di presentazione dell’album, un evento spettacolare tenuto unicamente in streaming il giorno stesso della pubblicazione e trasmesso da una remota località nel mezzo del deserto dell’Arizona.
In quest’ora abbondante il combo ci riversa addosso una pioggia di meteoriti che non è space junk. Rock all’arma bianca e sintetizzatori vecchia maniera perfettamente amalgamati in uno scenario a tinte noir nelle cui brume industrial/futuriste non mancano soffi trip-hop e drum ‘n’ bass, risuonando chiaramente gli echi di maestri del gotico come Nine Inch Nails, Massive Attack e Depeche Mode. Ma c’è un’area grigia in cui il colore della pece sfuma in pallido chiarore rivelando sagome in movimento, o probabilmente in fuga, e ce lo svela proprio Grey Area, che – nomen omen – si configura come uno dei brani più ostici da catalogare.
Trionfa un piglio introspettivo, ma dal cilindro del subconscio schizzano fuori sardonici conigli dalle traiettorie imprevedibili come Postulous, che zigzaga tra synth e hip-hop deturpando a colpi di dentate le nostre piantagioni di certezze; così come sorprese le regalano Theorem, che rispolvera voci robotiche d’antan, e Fake Affront, che col suo crossover misto a combat punk pare il lamento di un’adolescente incaprettata da ominidi verdi con le fattezze di Limp Bizkit e Bloc Party. Il tutto, da sommare all’epico afflato di una A Singularity oltre che al conturbante fascino di una The Underwhelming, scelta come singolo di lancio, il secondo, dopo Apocalyptical.
Ovviamente non è tutto oro quel che luccica. Personal Prometheus è da sonno criogenico, UPGrade è più da declassare e Bullet Train To Iowa è un convoglio che fa ancora troppe fermate. Nel complesso il paragone con Fear Inoculum e Eat The Elephant – gli ultimi lavori rispettivamente di Tool e A Perfect Circle – darebbe ragione a chi a Keenan non chiede altro che di restare sui binari a lui più congeniali; ma se questo disco lo si prende per quello che è, una scampagnata a ritroso nel tempo senza preoccuparsi di quanto plutonio portarsi appresso per tornare ai giorni nostri, quello dei Puscifer è ancora un ascolto consigliato.
Amazon
