Recensioni

Nell’esordio sulla lunga distanza pubblicato dalla Sonig dei Mouse On Mars, Niobe conferma quanto di buono aveva fatto in precedenza affinando la tecnica compositiva e allargando il ventaglio delle fonti (musicali e non) utilizzate per inventare universi sonori indefinibili e mutanti, sospesi in una dimensione extratemporale dove tutto è possibile.
Come nello splendido Brazil di Terry Gilliam, Tse Tse rappresenta – il sogno di – un futuro romantico e incredibile come lo vedrebbe un uomo di un passato non troppo remoto. Un flusso elettroacustico di sfavillante esotismo, in cui convivono chitarrine folk, coloriti fiati soul, malinconiche note di piano jazzy, cantati anni ’50 tendenti al farsesco (le ballate sinuose e raffinate Nachtsendung e Little Things Of Frenzy) e un vasto campionario di electronics (il girotondo spastico di Out Of Limbo), il tutto bagnato in umori e percussioni world (i tribalismi altalenanti in stile Asa-Chang & Junray di Virgin De Guadalupe).
Protagonista è sempre e comunque la voce di Niobe, ora danzante pregna di grandeur cinematica (Good Old Owl), ora piegata a sample con funzione ritmica (Black It Out e Tic Tac). Se ciò non bastasse, c’è anche spazio per il reggae futuristico di Sanoukiki – punta di diamante dell’album – e per una ghost-track dancey, che si muove tra Nobukazu Takemura, Tied & Trickled Trio e umori bristoliani.
Dopo anni di sperimentazioni digitali in tutte le salse, è arrivata anche l’ora dell’etno-glitch.
Amazon
