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Anno mirabile, il 2009, per Maestro Astatke, “inventore” dell’Ethio-jazz, virtuoso di piano e vibrafono e via elecando. A uno dei capisaldi meno noti della musica mondiale si sono infatti definitivamente spalancate le porte del mondo occidentale, coronando un processo di notorietà e apprezzamento in costante crescita da che Jim Jarmusch ne inserì un brano nel film Broken Flowers. E che ha preso il volo tramite uno dei lavori più significativi che possiate ascoltare al momento, quell’Inspiration Information Vol. 3 realizzato assieme agli Heliocentrics e su cui ci siamo lungamente spesi. E’ pertanto mossa intelligente della Strut mostrare quanto esiste a monte di tale contemporanea bellezza, fornendo un ritratto dell’artista a prescindere dal qui e ora.

E, anche, di indicare cosa gli permette di essere ciò che è e fare ciò che fa nel mentre esorta ad approfondirne la conoscenza. Retrospettiva curata e competente com’è costume della label (note puntuali di Miles Cleret; apparato iconografico di prim’ordine), New York-Addis-London pesca lungo un decennio sensazionale dal punto di vista artistico e umano per l’etiope: primo musicista del suo paese a viaggiare e registrare all’estero, verrà a contatto con la scena jazz londinese dei ’60 nel mentre studia al prestigioso Trinity College Of Music. Da lì a Harvard – di nuovo: primo africano a frequentare l’istituto! – ci vorrà poco e ancor meno complicato sarà, per un individuo di siffatto Genio e personalità, sviluppare linguaggi che fondano jazz occidentale e tradizioni autoctone riconsegnando così il primo alle origini. Caratteristiche che, nel terzo millennio, restano immutate e anzi scintillano più che mai in una musica straordinaria. In una sola e semplice parola, imperdibile.

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