Recensioni

Una sorta di riuscita versione italiana degli Interpol, così si definiscono i Madame Lingerie, band romana che con l’esordio D’amore, soldi e vendetta sforna dodici valide tracce di noise rock filo americano in bilico tra un crooning à la Interpol e un declamato letterario firmato Pierpaolo Capovilla.
La prima traccia, Piu’ niente, ha le carte in regola per una degna apertura: ritornello martellante su disilluse parole d’amore; ma nell’album quel che colpisce sono i cambi calcolati, i netti tagli ritmici, lo stile oscuro delle liriche che declinano sentimenti persi in meandri dark.
Ponciarello immerge le proprie radici nell’hardcore evoluto dei ’90, quello del milieu Touch’n’Go per intenderci, Titanioc e E R R E macinano un grumoso basso Big Black, quando altrove un’altra strategia vincente sta nel dosare l’urgenza col taglio wave e il respiro maestoso dei cugini di Banks e co, ovvero gli Editors.
Il quartetto, disincanto da false promesse e coscienza di ogni sfumatura dei propri riferimenti musicali, ha un impatto sonico egregiamente autoprodotto. Anzi, per dirla tutta, questo è uno dei casi in cui autoproduzione fa rima con qualità in missaggio e produzione, con l’unico difetto – che non andrebbe troppo stigmatizzato – dei testi di Alessandro, certamente ancora troppo succubi del frontman del Teatro degli Orrori sia quando s’affrontano temi di lucida rassegnazione (L’abbiamo pagata cara noi la nostra ingenuità / ma quanto ancora? Così seducente ed affascinante / ma l’oro che hai non brillerà mai da Titanioc), sia quando conducono l’amore al limite (Voglio una vita di stenti e che tu ti accontenti soltanto di me sempre da Titanioc), oppure ancora quando, pensando a Manuel Agnelli, cacciano i sentimenti in faccia (Ti regalo un po’ della mia giovinezza per avere l’incubo nel cuore di non farcela / non ce la fai più ad amare / non ce la fai più a sentire quella voce che diceva ‘tutto cambierà da La cartomante).
Lavorando in personalità, sulla padronanza dell’articolazione lirica e limando certe cadenze à la Banks, dai Madame Lingerie possiamo aspettarci grandi cose. Per il momento abbiamo un esordio potente e coeso, dalle dinamiche chitarristiche e ritmiche notevoli.
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