Recensioni

6.5

Questa singolare uscita è una sorta di “the best” di alcuni dj set dell’artista. L’accento è posto maggiormente sui breakbeat e non mancano le citazioni di brani altrui, pratica a cui Kim ci ha abituato già ai tempi di Hei.

L’atmosfera è quella di una festa in casa tra birre, fumo di sigarette e chiacchiere divertite, come nel caso dell’iniziale Untitled 1, un breakbeat al sapor di Boards Of Canada, oppure, nella seguente Untitled 2, happy techno giocata sopra a sonorità orbital-iane.

Presenti, al solito, gli inserti concreti, le intermissioni repentine di dialoghi sornioni, risate, botti, e i sample ritmici, qui chiaramente più sostenuti allo stesso modo dell’uso delle tastiere. Su tutto divertono i richiami alla discografia amata dal norvegese: dai Cure di Close To Me (Untitled 2) al synth pop (Untitled 4), dal Richard D. James prima maniera (Untiled 5) al balearic sound ibizenco (Untitled 6).

Un album non fondamentale ma senz’altro divertente ed appropriato nel contesto in cui è inserito. (

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