Recensioni

Per quanto divisivo e facile da contestare, il denominatore deconstructed club ha segnato gli anni Dieci, introducendo scene musicali locali e internazionali che oggi si sono parzialmente estinte (NON, Janus) o abilmente reinventate (PAN). Eppure il piglio contestatario di quel sound non solo non è scomparso (non illudetevi, i concerti di Arca al reggaeton continuano a unire un industrial da acufene), ma continua a fare scuola.
La musicista di Glasgow KAVARI, attiva da anni sul fronte più macabro del continuum IDM-deconstructed, è diventata una fonte d’ispirazione per lo stesso Aphex Twin, che tanto nei suoi DJ set recenti, quanto nei suoi DMs, di KAVARI si è mostrato un fan a tutti gli effetti. I portentosi singoli a tinte drum and bass I Want You To Breathe e Cat Eyes, usciti a inizio estate, hanno agito da cavallo di Troia per il nuovo album Against The Wood, Opposed to Flesh, un lavoro austero e finanche estremo nel suo rifiuto di immaginare il club come alternativa escapistica.
La musica di KAVARI mi ha sempre ricordato il sound design di videogiochi d’estrazione horror, ma qui più che in passato ci si avvicina a una resa letterale. Brani come la corrosiva Ritual o la Twin Peaks-iana Fang, più che evolversi serpeggiano in detriti digitali alla ricerca di un beat fantasma o una texture da paranoia, trasformandosi in versioni più minimaliste di se stessi ancor prima di arrivare a un qualche tipo di denouement.
Era forse arrivato per primo Rabit a rescindere il club dalla deconstructed nei suoi provocatori lavori Les Fleurs Du Mal e Life After Death, ma laddove il musicista di Euston, Texas trovava in un minimalismo beatless possibili appigli al romanticismo dei Coil, KAVARI si inoltra in territori ben più oscuri e terrificanti, che a tratti ricordano l’incomunicabilità dei Whitehouse. Eppure il parallelo tra i due resta valido (si ascoltino l’ottima Watch It Burn With Me in parallelo con Ontological II, da Les Fleurs Du Mal), specie se si considerano i ricorrenti sample di urla, pianti e indecifrabili conversazioni telefoniche che serpeggiano nei lavori di entrambi.
Pur discostandosi dal club e dalle tante tracce “hard dance” per cui KAVARI rimane nota ai più, Against The Wood, Opposed to Flesh conferma le sue doti di compositrice, trovando punti di sutura con una miriade di sonorità e sensibilità a cavallo tra sound design cinematografico, industrial e ambient. Si tratta senza dubbio di un ascolto difficile e tumultuoso, ma proprio per questo ancor più soddisfacente laddove, d’improvviso, momenti di estrema purezza e desolante bellezza emergono dalle macerie († Hollow Hills †, con Shadient). Proprio come nei migliori videogiochi horror.
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