Recensioni

<p>Mi rivolgerò alle numerose fan di Adam Brody, scusandomi
dell’accanimento, ma questo bacio che aspettan(v)o fa lo stesso effetto
di un bicchiere d’acqua, nessuna palpitazione, nessuna ebbrezza, niente
di niente. La trama di questo filmetto che presto verrà dimenticato è
di una banalità pari a quella di alcuni serial, soprattutto quando gli
ideatori non sanno più che pesci pigliare per rendere minimamente
attraente lo scenario e finiscono con l’inventarsi malattie e morti
improvvise.</p>
<p>Il nostro Carter (Brody), sceneggiatore di
film soft-porn, è stato lasciato dalla fidanzata (banalità n. 1), si
reca a trovare la nonna che è in preda ad una sbeffeggiata paranoia da
morte imminente senza che anima viva le creda (banalità n. 2), conosce
la vicina di casa della nonna, una madame borghese (Ryan),
insoddisfatta, malata di cancro, ci fa lunghe passeggiate e finisce con
risolvere i problemi adolescenziali della di lei figlia (banalità n.
3); alla fine, chiaramente, toccherà di morire alla nonna che era stata
continuamente presa in giro per la sua demenza (banalità n. 4).</p>
<p>I teen-movie dove si fanno su i beniamini delle serie tv sono pieni di
riferimenti extra-diegetici sulla notorietà fra gli adolescenti
dell’attore. Questo non fa eccezione a cominciare dal titolo italiano:
il bacio di Adam Brody che tutte aspettano e che arriva puntualmente
indirizzato ad una teen ager appassionata, incasinata, molto simile a
quelle che popolano O.C. o Dawson’s Creek e nella quale è così
automatico immedesimarsi. Il titolo originale, invece, recita <strong><em>In The Land Of Women</em></strong>, che fa venire in mente i riferimenti a cui il giovane regista si è rivolto, essendo figlio di quel Lawrence del <strong><em>Grande freddo</em></strong>che in quanto a donne, sentimenti, atmosfere nostalgiche ed intimiste
se ne intendeva. Anche qui c’è un’aspirazione, uno sforzo a
tratteggiare le “vite sospese” dei personaggi di Kasdan anche se è
tutto miniaturizzato dalla giovane età del protagonista (e del
regista). </p>
<p>Del film vi resteranno in mente solo due cose: le
battutine di Carter (da sentire in lingua originale), in tutto e per
tutto prese dallo stile sottile, arguto, sarcastico molto “Jewish” che
lo stesso Brody ha in O.C. e che fa così impazzire le ragazzine, e la
faccia un po’ gommosa di Meg Ryan, la regina delle più riuscite
commedie sentimentali, qui triste casalinga cornificata. Che dire di
più? Nulla, se non che forse era andato meglio l’esordio di un altro
Kasdan. Jake, aveva infatti esordito nel 2002 con <strong><em>Orange County</em></strong>(la stessa località di surf e edonismo borghese del serial), un film su
un giovane aspirante scrittore (anche qui) che cerca di affrancarsi
dalla vita superficiale che è costretto a condurre in un luogo ameno
come la contea delle arance. Questi ragazzi ne hanno di strada ancora
da fare per arrivare a papà.</p>

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