Recensioni

Un suono più elettronico e raffinato, elementi ricercati e più sofisticati. Il viaggio nei cinque continenti attraversati nel 2014 nel corso del tour, la voce di Kirstie Fleck e l’album per Axis Mundi Records, mostrano il nuovo volto degli Is Tropical. Una proposta molto coinvolgente, e un netto passo in avanti rispetto al precedente I’m Leaving, uscito nel 2013 tramite la label francese Kitsunè.
Sono passati tre anni da quel deludente episodio e il progetto londinese sembra aver fatto tesoro delle esperienze maturate nel periodo di assenza discografica, periodo impiegato in un tour che li ha visti attraversare Nord America, Africa, Europa, Asia e Sud America. E Black Anything è proposto proprio come un viaggio tra i cinque continenti: un percorso sviluppatosi in cinque tappe, presentando altrettanti LP da due tracce ciascuno. Il prodotto finale raccoglie le dieci composizioni che dovrebbero rappresentare, geograficamente e musicalmente, le esperienze vissute nei vari luoghi visitati, esperienze che hanno portato una ventata d’aria fresca nelle menti di Simon Milner, Gary Barber, Dominic Apa, cui si è aggiunta, a partire da questo lavoro, Kirstie Fleck. Ed è lei a dare la svolta. La sua voce, intensa e sensuale, è elemento che offre maggiore qualità all’album, unita ad una ricerca di sonorità differenti dai tocchi indie-rock e 80s abbastanza scontati che avevano caratterizzato il precedente I’m Leaving.
Qui ci sono eleganza, estetica e freschezza. A partire da Lights On, che apre il sipario con ritmi tribali, di ispirazione afro, accompagnati da riff di chitarra e synth energici, ma senza derive dancefloor, con la voce di Fleck che mantiene un tono pacato. Per poi danzare soavemente sui beat quasi house di Crawl: tra synth grooveggianti, che ricordano gli Hot Chip, e chitarre in marcia, la traccia rimanda ai precedenti lavori del gruppo, ma sempre con elementi originali. Lo stacco qualitativo con il lavoro del 2013 trova conferma in Cruise Control. Una breve introduzione di chitarre e atmosfere esotiche presenta la voce di Fleck che canta di allontanamenti. Così l’elettronica che fa da sfondo alle sue corde vocali si fa ipnotica e tempestosa, fino ad esplodere in un affascinante riff di chitarra elettrica. Tastiere più aggressive e scure anche in Fall, mentre in On My Way Kirstie veste i panni di Lykke Li in un malinconico e nordeuropeo crescendo di synthpop sofisticato. E si prosegue con un’aria meno festaiola e allegra, più emozionale e struggente. Come in una Follow The Sun appoggiata su beat elettronici e aperta dalla voce di Gary Barber, che poi lascia spazio a Fleck in un trionfo di chitarre e affascinanti percussioni. Vengono in mente i Daughter di Not To Disappear. Si torna al groove, alle linee di basso ballabili, con una Now Stop che, insieme al brano precedente, dovrebbe rappresentare il periodo asiatico della band. Dovrebbe, perché in realtà, nei suoni – tranne qualche vocals – si ritrova ben poco dell’influenza del continente.
La voce di Fleck è l’elemento portante del lavoro. Molto gira intorno a lei, alle sue melodie vocali ricche di sensualità, a tratti struggenti, a tratti rasserenanti. La musica si adatta variando gli stili, da episodi incentrati su indietronica e dream pop stile The xx a riff più energici e ritmi synth-pop. Believe e What You Want chiudono con il passaggio in Sud America, offrendo carica e distorsioni l’una e una ballata tra synth ed effetti ipnotici e ambient l’altra. Ma il riferimento musicale all’area geografica esplorata, anche qui, manca, così come in gran parte di Black Anything. L’album era stato concepito – la scelta di distribuirlo in cinque dischi differenti lo conferma – come un percorso tra i cinque continenti, le cui influenze e tipicità musicali, però, difficilmente si distinguono. Ma il percorso compiuto nel tour, così come il supporto in fase di produzione di Luke Smith, ha portato gli Is Tropical verso un album vario e ricercato nelle sonorità. La voce di Fleck, come detto, è il collante di tutti e dieci gli episodi. È come se lei fosse la guida, il faro di questo giro del mondo, la linea che unisce i punti sulla mappa. Per gli Is Tropical si è aperta una nuova, molto interessante, fase.
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