Recensioni

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Ogni tanto essere patriottici fa bene allo spirito di noi italiani: il problema è che semmai mancano le occasioni propizie. Nell’ambito delle faccende musicali, annotiamo come all’epoca d’oro del cosiddetto “easy listening” i compositori nazionali avessero poco o nulla da invidiare ai colleghi stranieri; di come, anzi, essi si ergessero ad autentici e conclamati Maestri. Insomma, Umiliani e Piccioni – tanto per nominarne due a caso – fecero scuola anche e soprattutto all’estero. Chiedete per ulteriori referenze a Stereolab, Pizzicato Five e nutrita, festante compagnia.

Tutto questo per dire che questa raccolta assemblata dalla label teutonica Bureau B cade nell’affollato girone delle curiosità fini a sé stesse, riportando alla luce brani che l’attrice televisiva austriaca Heidelinde Weis e il tastierista Kristian Schultze approntarono in tre lp editi tra il ’75 e il ’79. Casuale la nascita del sodalizio: la Weis ascolta alcune composizioni in stile bossanova scritte da Kristian e prova a cantarli. Funziona, secondo i diretti interessati, ed ecco i dischi di cui sopra in cui calligraficamente non manca nulla, dal Brasile cartolinesco al jazz di facile fruizione, dal funk un po’ legnoso alla disco altrettanto, fino alle ballate melodiche nella lingua di Goethe, non proprio tra le più adatte allo scopo. E’ che la messa in scena rimane tale, non evolve da buccia formale in succosa polpa postmoderna. Hai voglia a far l’ironico, ma se sei “tetesco ti Cermania” l’umorismo non è certo la qualità per la quale vai famoso. Ecco: che si limitino a fare gli ingegneri sonori, lassù, visto che gli riesce benissimo e di prove ne abbiamo a bizzeffe. Del resto, se la Weis ha recitato ne La Clinica Della Foresta Nera e non in un b-movie nostrano dei favolosi ’70, c’è un motivo.

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