Recensioni

Quinto album per James Braddell in sosta da quasi un decennio (l’ultimo Fast Asleep è infatti del 2002). L’uomo torna in gran spolvero e accende ancora una volta il baraccone Ninja. Il suo è lo show di un eremita che sembra spuntato fuori da un’epoca lontanissima, come se l’isolamento fisico (vive infatti nella campagna ingelse lontano da mondi londinesi à la page) lo avesse costretto a ripensare al suono e alle radici.
Non c’è niente di più facile che tornare al buon vecchio jazz live con strumenti analogici, il moog che rifà lo standard (in Moog River appunto), la classicità del mistero instrumental hop in This Ain’t The Way To Live o il trip post-St Germain in fungo che è Belisha Beacon, le atmosfere piene di rumore smooth con le trombe in sordina di DJ Krush, l’ambient con un pianoforte magico e nostalgico (On An Inconnsequential Afternoon) e via così per tre quarti d’ora lisergici strafatti di blues (da sballo gli sweep di Bright Little Things).
La riconferma che il bbreaking è anima blues, e che nella scuderia dei padroni di casa Coldcut c’è posto sia per giovani rockettari smanettoni che per vecchi draghi rodati che hanno ancora il sangue nell’anima. Funki Porcini è uno di questi. Uno che provoca ancora dopo vent’anni: abbassa il metronomo e convince con pochi mezzi essenziali, un controcanto chill alle rivisitazioni bbreakz di Harmonic 313. Lunga vita, James. Il re del downtempo non è ancora morto. Viva il re.
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