Recensioni

Prima la collaborazione con Murcof (sua la produzione di Not For Piano), poi con Moritz Von Oswald in Auricle Bio On e infine oggi con Carl Craig su questo nuovo full length. La parabola di Tristano si aggancia alle visioni di un ambient/classica ormai sempre più a portata di club, tanto che la prova generale di queste nove tracce si è tenuta proprio in una delle mecche del clubbismo europeo. Lo scorso luglio allo Space ibizenco, gli increduli spettatori hanno infatti assistito alla prova generale preludio di questo bel disco: un pianoforte gran coda immerso nel buio nel tempio della house e un Cark Craig che comanda l’iPad per modificare dal vivo il suono del ragazzo, aggiungendo i suoi tocchi magico-estatici. Da quella serata il duo ha tratto la forza e la consapevolezza di essere sulla giusta strada per un progetto definitivo.
Ai confini con una visione che distilla il sentire soul di Detroit (le registrazioni sono state effettuate negli studi Planet E di Craig, impiantati nel suburbio della Motor City della techno), le nove tracce che abbiamo l’onore di ascoltare oggi si adattano all’ascolto per palati sopraffini, delineano tocchi ritmici che vanno ad ampliare il suono del gran coda senza sovrastarlo, quasi dei piccoli incantesimi che elevano l’antesignano acustico di tutte le consolle a culto. Idiosincrasia appunto, che si adagia sui territori ambient: un viaggio, dice Francesco, “in qualche modo tra l’acustico e l’elettronico. La mia ambizione è quella di conferire al pianoforte una nuova identità, poiché è spesso associato con la musica classica ed è visto come uno strumento del passato. Io lo vedo invece come uno strumento proiettato nel futuro”.
Ben vengano quindi gli intagli con la tradizione techno, purché dosati con parsimonia e savoir faire da rodati arrangiatori: il sapore sudamericano di Fragrance De Fraga, i sogni che ricordano l’ultimo David Sylvian in Lastdays, le visioni post-jazz cubiste con gli echi dei migliori Underworld (Mambo), i silenzi di Vladislav Delay mescolati al minimalismo classico di Philip Glass in Nach Wasser Nor Erde, la progressione à la Steve Reich contaminata con l’anima black in Idiosynkrasia, il ricordo easy listening con i clap uptempo di Eastern Market, Single And Doppio che potrebbe essere l’unica traccia destinata a un DJ set dei più ispirati e per finire la lunghissima chiusa psych con i synth di Craig nei dieci minuti e più di Hello-Inner Space Dub. Tristano e Craig: grandissima abbinata. Puntate tutto su di loro.
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