Recensioni

A leggere il nome di Adriano Viterbini assieme a quello di Enzo Pietropaoli – contrabbassista storico, tra i più quotati della scena jazz italiana e internazionale – verrebbe da saltare sulla sedia, se non fosse per quel Goldfoil che pochi mesi fa ha visto il chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion cimentarsi con un folk intimo, basale e “primitivista” nell’accezione di John Fahey. E’ su questo tipo di terreno che i due imbastiscono la zona franca per lo scambio di codici e sensibilità, questione di timbriche acustiche sguinzagliate ad esplorare le possibilità estreme e profonde della melodia di turno, che diventa la tela per pennellate ad alto contenuto emozionale.
In ragione di ciò, alle pur buone composizioni originali (su tutte, la vibrante Persi) risalta il lavoro di rilettura di classici blues e nuovi standard pop rock: titoli come At the Dark End of the Street (che rimanda alla versione dell’amato Ry Cooder) o Sitting on Top of the World da un lato, dall’altro una deliziosamente spampanata Nothing Compares To You, la toccante You Never Wash up After Yourself (frutto non troppo noto dei primi Radiohead) e una Black Hole Sun ricondotta al suo germogliare bluesy, assieme eterea e potente.
Tutto molto bello e appagante, salvo avvertire a tratti la sensazione che i due si specchino nel rispettivo patrimonio di espedienti, o che rispettino fin troppo le consegne del progetto col rischio di sfiorare l’accademia (vedi la mancanza di slanci di una piuttosto evitabile King Of Pain). Restiamo comunque vigili in attesa degli annunciati sviluppi.
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