Recensioni

7.5

C’era da scommetterci. Nell’ormai debordante panorama delle one-man band dei duri e puri tutti cameretta e frustrazioni represse (e sfogate nella musica), c’è anche chi fa le cose in grande e prende a modello non più (o non solo) la schizadelia casalinga Barrett-iana, quanto piuttosto un’altra delle personalità sfolgoranti dissolte nel (quasi) nulla, Kevin Shields.

Il personaggio in questione è Mattew Cooper, ovvero Eluvium, che dopo un paio di dischi per semplice piano acustico ambient, realizza un album ispirato e diagonale.

Le tracce si susseguono con un intervallo di tempo che rasenta la soluzione di continuità, come nella pace dei sensi di We Say Goodbye To Ourselves, per organo e sussulti astratti Eno, o la vertigine panica immersa in archi dal sordido tremolo di Calm Of The Cast-Light Cloud. In Talk Amongst The Trees la fusione di melanconia e solennità orientata agli spazi immensi da groppo in gola è vicina alla perfezione, trasportata da maestosi temi a germogliare da electro-pattern glaciali (New Animals Fron The Air) da far invidia agli attuali Sigur Ros, o tramite crescendo elettroacustici imponentemente – per l’appunto – shoegaze, che sfociano in sospensioni allucinogene (Taken).

Talk Amongst The Trees è un disco intimamente naturalista che prende il suo tempo per sviluppare temi che procedono con ampie sfumature strumentali, timbriche, armoniche e umorali.

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