Recensioni

6.5

L’impatto è pari al debutto, così come tutto il resto. In definitiva, gli Elephant9 non cambiano di una virgola quanto detto in Dodovoodoo, fregandosene di tutto e tutti. Una musica che sintetizzata, evitando la sequela di soliti nomi, si pone giusto nel mezzo tra i Deep Purple e Tony Williams epoca Lifetime. Le tastiere di Ståle Storløkken (Supersilent), il basso di Nikolai Hængsle Eilertsen (Big Bang) e la batteria di Torstein Lofthus (Shining) pestano da power trio che si rispetti, suonando tellurici (Fugl Fonix) e cagneschi (John Tinnick sembra uno strumentale dei Motorhead con Jon Lord all’organo) senza dare un attimo di respiro se non – a modo loro, sia chiaro – nelle jam Aviation, Walk The Nile e Habanera Rocket dove tra una sfuriata e l’altra si alternano brevi anfratti psichedelici.

Per il prossimo disco, che crediamo sulla stessa lunghezza d’onda, sarebbe ideale un dvd live a mostrarceli in tutta la loro carica, visto che la sola musica dopo poco mostra la corda. Ad ogni modo, meglio loro che 1000 Mars Volta.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette