Recensioni

Nel percorso musicale della techno di Detroit ci sono state alcune variabili che hanno portato il genere verso lidi sonori inaspettati. Drexciya è stato sicuramente il gruppo che ha aperto la strada a una nuova visione della techno che fondeva tempi in quattro quarti, ritmi sincopati ed un utilizzo hackerato degli strumenti musicali. Con il tempo abbiamo saputo che il gruppo era formato, oltre che da James Stinson, anche da Gerald Donald, ovvero il centro creativo del progetto Dopplereffekt. La sua carriera produttiva inizia nel 1991 con lo pseudonimo Glass Domain su una sua label chiamata Pornophonic Sound Disc. Si tratta di quattro tracce che rivelano il carattere geniale ed eccentrico di Donald: Hiccups costruita attorno al campionamento di un singhiozzo, Interlock, un pezzo Italo wave delirante e Fairy e Shatter phone, anticipazioni del suono Drexciya.
Nello stesso anno Stinson fa uscire su una sua label, Floruescent Forest Rec., un EP con 3 tracce di electro sperimentale con un’insolita, e poco riuscita, variante rap e il vero capolavoro del disco Turbine, che sarà la matrice dei futuri brani di Drexciya. I due iniziano a collaborare nel 1992 e la loro avventura discografica insieme inizierà con la stampa di Deep Sea Dweller e Balance of Terror dello stesso anno sotto lo pseudonimo L.A.M. Life After Mutation, con alcuni brani a firma del solo Donald come Radius of inflict e Nuclear facelift.
La sua prima uscita in solo con il progetto Dopplereffekt avviene nel 1995 sulla sua label Dataphisix Engineering. Si tratta dell’EP Fascist State, che contiene sette brani incredibili che portano a termine idealmente il lavoro dei Kraftwerk con un tocco di electrofunk bionico. C’erano stati degli accenni a questa direzione compositiva nella sua collaborazione con Brendan Gillen detto BMG nel progetto Ectomorph uscito sulla label di Gillen, Interdimensional Transmissions, ma la vera trasformazione di Gerald Donald nel robota macchinico teorizzato da Ralph Hutter dei Kraftwerk avviene proprio con questo primo, storico EP.
Dalle note del disco e del 7” uscito in parallelo con solo due brani, Superior race (sul disco scritto in cirillico) e Cellular phone, gli autori risultano essere anche Kim Karli e William Scott Jr. Di quest’ultimo non ci sono molte notizie, mentre Kim Karli è la protagonista dei vocals su uno dei pezzi migliori dell’EP, Scientist. Il disco contiene anche altri classici come Satellites, Rocket Scientist e l’incredibile Plastiphilia (troppo corta nella versione originale, verrà poi editata e rimasterizzata per la sua uscita sulla compilation Kombination Phunk curata da Cisco Ferreira aka The Advent per Metalbox).
La consacrazione di Donald e del suo progetto avverrà l’anno successivo, il 1996, quando uscirà, sempre su Dataphysix Enginering, Infophysix, altro EP con sette tracce immortali come Voice activated, Speak & Spell e soprattutto Pornoactress. Erano gli anni della rinascita dell’electro avvenuta dal 1993 con gli AUX88 e gli elementi coldwave di Donald furono il perfetto ponte fra techno bass, electro ed electroclash che sarebbe venuta anni dopo e di cui Donald, assieme agli Adult, fu sicuramente uno degli ispiratori sonori.
Nel 1997, sempre su Dataphysix Enginering, esce il terzo singolo dei Dopplereffekt. Si tratta di un solo brano in due versioni. Ancora una volta Donald decide di provocare e chiama il brano Sterilization (Racial Hygiene And Selective Breeding). Il brano è marziale, netto e oscuro. Come John Foxx che fa una jam session con i Cabaret Voltaire. Il successo viene comunque e Donald viene notato da Dj Hell, che lo convince a raccogliere tutte le tre uscite su Dataphysix Enginering in unico album per la sua label International Deejay Gigolò. Unica traccia inedita una lunga suite ambient sperimentale intitolata Gesamtkunstwerk che darà anche il titolo a tutto il progetto e che indica quale sarà il futuro sonoro di Dopplereffekt.
L’album diventa un classico in tutto il mondo e da questo momento in poi Donald scatena tutta la sua fantasia istrionica, iniziando ad usare diversi pseudonimi per i vari progetti con altre label. Il concetto alla base di questa scelta non è solo una differenziazione musicale, ma anche concettuale. Lo spiega lo stesso Donald in un’intervista per Electronic Beats «Bene, non indicherò direttamente il mio coinvolgimento in nessun progetto. Lascerò questa domanda aperta all’interpretazione dell’osservatore. La cosa più importante è sempre stata la musica e il concetto stesso. Aderisco a questa filosofia. Le persone trascorrono troppo tempo a coinvolgere le personalità piuttosto che la musica che accompagna quella personalità. Si stabilisce così una relazione proporzionalmente inversa e nella maggior parte dei casi la personalità acquisisce il valore maggiore».
Il primo pseudonimo sarà Der Zyklus, con cui uscirà ancora su International Deejay Gigolò, e a cui seguiranno (in ordine sparso) Arpanet, Heinrich Mueller, Japanese Telecom, Xor Gate e Z Therapy, senza contare le collaborazioni in gruppi come i misteriosi Black Replica, Zerkalo con la compianta Victoria Lukas, Avina Vishnu con Aina, NRSB-11 con Dj Stingray, Project STS-31 con The Exaltics, Gedankenexperiment con Brigitte Enzeler, ovvero Beta Evers, e Abstract Thoughts con James Stinson poco prima della sua scomparsa.
Lo pseudonimo Dopplereffekt viene usato da Donald soprattutto nei live, dove assieme alla compagna Michela To-Naha Bertel mette in scena uno spettacolo ancestrale fra scienza e metafisica, in cui i due, velati da asettiche maschere in plastica lucida, eseguono roboticamente il loro repertorio con visual cerebrali e onirici. Il ritorno alle uscite discografiche avviene solo nel 2002 sulla label di Dj Hell, con un singolo di due brani ambient sequenziali bellissimi, Myon-Neutrino e Z-Boson, che fanno da anticipazione all’album Linear Accelerator del 2003 sempre su International Deejay Gigolò.
Nel 2007 farà uscire un altro album chiamato Calabi yau space su Rephlex, la label di Grant Wilson-Claridge e Richard D. James aka Aphex Twin. Passeranno altri cinque anni per poter ascoltare un loro nuovo lavoro, il meraviglioso Cellular Automata, sulla tedesca Leisure System, doppiato quest’anno dal sempre più oscuro Neurotelepahty sempre per la label di Berlino. Tutto questo enorme lavoro produttivo ha confermato Donald come uno dei grandi interpreti di quel rapporto uomo/macchina che è stato il filo comune della musica elettronica dagli anni ‘80 in poi.
Lontano da ogni visibilità e ormai trasferitosi in Germania con la compagna, in una tranquilla zona vicino le Alpi, Gerald Donald è uno degli ultimi geni della Motor City. Uno dei pochi che ha saputo raccogliere la sfida della continua ricerca di futuro che Detroit ha portato alla scena elettronica attuale. A differenza di molti suoi colleghi e amici che hanno cercato la loro realizzazione sul dancefloor, Donald ha avuto la costanza di seguire un suo percorso sonoro unico, a volte ripetitivo, ma estremamente coerente e profondo, ritagliandosi uno spazio eterno nella storia della techno e dell’electro.
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