Recensioni

7.3

Cresciuto tra Leeds e Manchester, a Huddersfield, DJ Q è uno di quei classici brit kid prodigio immersi nell’humus culturale-musicale UK fin dall’adolescenza. A 12 anni Q viene introdotto alla UK garage, a 16 anni entra nel giro dei party e appena va fuori casa, al college, firma le prime produzioni. Nel 2004 è il più giovane dj a presenziare a un programma su BBC Radio 1Xtra per sponsorizzare quello che è il suo credo, la bassline house (poi nota anche come 4/4), ovvero quella nascente scena che, in continutà con Uk e speed garage, e di sponda tra grime e dubstep, sta iniziando a promulgare quel classico sound trainato dai bassi che diventerà presto per le autorità sinonimo di gang culture, droga e violenza.

Al tempo in cui il Nord dell’Inghilterra è in fiamme e la sua Hacienda è il Niche, Q cavalca l’ondata di queste produzioni, che non subiranno arresti durante tutti i noughties, sbucando e sbancando puntualmente nel mainstream UK. Il Nostro si inserisce nello streaming sia con il culto underground Love Like This, del 2004, sia con l’hit radiofonica You Wot! (del 2008, con MC Bonez), spaziando anche tra affini produzioni grime e house e pubblicando sempre in formato EP o singolo.

Ineffable, lo dice già il titolo, è DJ Q che si misura, per la prima volta, con la prova della maturità, suonando alla generazione dei Disclosure e degli Aluna George uno sfavillante e lussuoso sound radicato nella spina dorsale della UK garage di quasi tre lustri. Ne viene fuori un disco di grande classe, una produzione da maestro e una varietà di stili (con richiami anche a french touch, MJ Cole e Todd Edwards) che si confà ad un lavoro architettato con calma, il giusto respiro e gli ospiti giusti (la collaboratrice di lungo corso Louise Williams, la vocalist svedese Kassandra, Kai Ryder, Jayjayborn2sing e il grimer MC Discarda). Basta ascoltare l’opener Get Over You per capire quanto Q sia in grado di confezionare delle hit muovendosi tra passato e presente, house, bassline, lallazioni vocali, come dire dai 90s ai 10s e ritorno. Poi ci sono i tocchi produttivi: micidiale la bottiglia che s’infrange a terra e apre al giro di serpentine drum machine e synth (Two Faced) o il tocco french in Let The Music Play. E non dimentichiamo tutta la malinconia/nostalgia brit che taglia il disco come una mela, vedi Let The Music Play e Closer dalle parti di Katy B, con le guest Lousie Williams e Kassandra, oppure ancora Jassie, con Discarda & Jayjayborntosing su altre latudini ancora tra grime e ragga. Disco che non può mancare nella discografia di chi ama tutto un portato culturale UK garage britannico.

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