Recensioni

6.8

Sarà pur minima la dose di paranoia che i Distorsonic ci offrono in questo lavoro, ma basta per annichilirci già al primo ascolto. Dose Minima Letale è un album scuro, stranito e straniante, che va di minimalismo strumentale – basso elettrico “sfigurato dagli effetti” e batteria, la sola strumentazione – e variazioni di grigio per inscenare un percorso interiore insieme terapeutico e cinematico.

Una discesa nei propri inferi, a rovistare tra paranoie, timori esistenziali, dubbi e perplessità, quasi fosse una seduta psicoanalitica in pubblico mista ad uno sguardo distaccato e fiero sulla condizione umana/urbana tutta. Ha molto del letterario, Dose Minima Letale. L’impostazione vocale di Maurizio Iorio, deus ex machina dell’intero progetto, innanzitutto: un declamare stentoreo, distante e insieme comunicativo sull’onda lunga Massimo Volume, ma con una partecipazione minore, ancor più distaccata e a emozioni zero. Un po’ alla maniera di un procedere Offlaga Disco Pax con un Collini nauseato dalla realtà circostante piuttosto che pronto a ravanare nell’effetto nostalgia.

Musicalmente, le limitate forze strumentali non si notano affatto. Riverberi, echi, reiterazioni che devono molto al rock più dark-oriented così come a certo elettro-rock wavish sempre giocato sul midtempo e sulla vertigine emotiva. C’è una sottile tensione sempre viva lungo tutte le tracce, dalle più “romantiche” (Detriti, impreziosita dalla voce di Raffaella Castelli) a quelle più ossessivamente “industrial” (Stordito Da Una Gioia Fredda, D’Improvvisa Rabbia E Rancore, forse il manifesto dell’intero lavoro) a mantenere sempre sul nervo scoperto l’attenzione di chi ascolta.

Storie dai margini della società e sonorità grigie per un album che, ça va sans dire, necessita di ascolti solitari e notturni.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette