Recensioni

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Non tutti possono essere Damon Albarn, cosa che si traduce con: è molto difficile per un musicista che si dedica a un progetto parallelo riuscire ad equilibrare il proprio sound, quello che lo ha reso famoso, con un’identità di gruppo che non sia mera copia di quanto già ascoltato. C’è da dire sin da subito che il side-project o presunto tale una mano te la deve dare: i Gorillaz, come gli Africa Express o i The Bad, The Good & The Queen, sono formati da artisti che hanno permesso al musicista dei Blur di essere un valore aggiunto per la band.

È andata (molto) male a Nick Valensi nel progetto CRXNew Skin è un disco che non ha nulla di nuovo, e ricade molto rapidamente nell’oblio dal quale è stato tirato fuori con la speranza che la presenza del chitarrista degli Strokes e la produzione di Josh Homme avrebbero dato ordine alla confusione che permea tutto l’album. I primi secondi bastano a capire come ci sia davvero poco da dire: Ways To Fake It è un brano a cavallo tra Room On FireFirst Impressions Of Earth senza Casablancas e, soprattutto, senza Albert Hammond Jr. Sì, possiamo dirlo subito: gli Strokes, eccezion fatta per il chitarrista ritmico sopracitato dotato di un’ottima vocalità, funzionano solo e soltanto assieme. Dev’essere stato frustrante per Valensi ritrovarsi a far la cover band dei Queens Of The Stone Age (Broken Bones) e, soprattutto, perdersi in tentativi mal riusciti di mescolare Stone Temple Pilots e gli ultimissimi Guns N’Roses (che già detta così, fa male), come in una Give It Up che si protrae per meno di quattro minuti ma sembra durare una noiosa eternità. Forse “imbarazzante” è il termine più giusto da utilizzare quando arrivano brani come WallsUnnatural, i cui ritornelli sembrano veramente buttati lì e buona la prima. Quando però si arriva a Monkey Machine, traccia conclusiva di quello che è a tutti gli effetti un calvario, non ci sono più aggettivi adatti per descrivere il materiale: la comprensione del senso (e del bisogno) di un brano così, è un atto di fede.

Purtroppo nessuno è perfetto, e New Skin è qui a dimostrarci che anche due purosangue come Nick Valensi e Josh Homme possono fare un buco nell’acqua. Bisogna dimenticare in fretta questo album e, soprattutto, i CRX.

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