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Registrato live il 9 giugno 2013 al Teatro Alighieri di Ravenna, Regard Sur Le Passé è il secondo album della Classica Orchestra Afrobeat. Il disco è un ri-arrangiamento di un lavoro del 1969 dell’orchestra Bembeya Jazz National composto in occasione dell’allora indipendenza conquistata da molti stati africani e per celebrare l’epica di Almamy Samory Toure. Ultimo grande imperatore del Continente Nero, Toure, per quanto sia stato una figura ambivalente, è parte integrante dell’epica africana per essersi opposto a fine ‘800 – pur finendo sconfitto – al colonialismo francese.
Chi vi parla era presente al live di cui si diceva in apertura, e di quella sera serba la grande emozione provata nel trovarsi davanti un pezzo importante di cultura orale africana arrivato fino ai giorni nostri, nobilitato da un Baba Sissoko narratore – perché anche di racconto si tratta, accompagnato dalla musica – e da un Sekouba Bambino cantante (al lavoro in passato con la stessa Bembeya Jazz National).
Nel disco si ritrova tutto questo: la leggerezza ritmica colorata e troppo spesso (in altri contesti) stereotipata di una cultura musicale ricchissima, la teatralità delle gesta e della voce, il valore delle vicende e dei personaggi, l’orgoglio di appartenenza di un popolo, ma anche una curiosa collisione di immaginari sonori: il jazz da una parte, le armonie africane dall’altra, la musica da camera in mezzo, in uno scontro-incontro che ha molto di simbolico. Anche dal punto di vista degli strumenti, visto che la line-up prevede contrabbasso, violoncello, violino, oboe, clarinetto, sommati a batteria, percussioni africane, balafon e tantissimo altro.
La musica si fa cornice (Presentation), battaglia vera e propria in una giungla di beat (Battle), canzone tradizionalmente intesa (Youth), ma anche parentesi strumentale classica (Interlude: Sinfonia a 4, brano risalente al XVII secolo e composto da Salomone Rossi, e Interlude: Passacalle di Andrea Falconieri, entrambi non presenti nella versione originale di Regard Sur le Passé). Il tutto in un crogiolo di differenze e di spunti che arricchisce un lavoro già ricco di suo e che rende il tutto decisamente fascinoso. Lo stesso fascino antico che hanno le storie, quando parlano di sacrificio, coraggio e sconfitte.
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